Impianti

Coordinatore: 
Giuseppe Aresu
Referente del Consiglio: 
Angelo Loggia
eMail: 
comm.impianti@ingegneri-ca.net

La Commissione Impianti nasce da una scissione della precedente Commissione Energia e Impianti, con l'intento di abbracciare un campo più ampio di quello strettamente legato agli aspetti prettamente energetici.

La Commissione Impianti, pertanto, avrà lo scopo di studiare le problematiche, le leggi e le norme relativi a svariate tipologie impiantistiche, non solo per ciò che riguarda gli impianti di riscaldamento e/o climatizzazione e quelli per la produzione di energia da fonti rinnovabili - temi strettamente legati a quelli che verranno sviluppati ora dalla Commissione Energia e Sostenibilità - ma anche relativamente agli impianti elettrici, all'illuminotecnica (sia per l'illuminazione di spazi interni che esterni), agli impianti antincendio, a tutti gli impianti (sia idraulici che aeraulici) per la distribuzione dei fluidi vettori termici.

Fra gli obiettivi della Commissione sono stati già individuati:

  • lo studio delle leggi, delle norme e dei regolamenti relativi agli impianti di riscaldamento e condizionamento, di produzione di energia da fonti rinnovabili, elettrici di bassa, media e alta tensione, idrici, antincendio;
  • l'organizzazione di incontri con le principali associazioni che si occupano di problematiche impiantistiche (AICARR, AEIT, AIDI, UNI, CEI e altre), per approfondire e studiare in modo condiviso gli argomenti di maggior interesse;
  • collaborare con gli Enti Locali nei processi di stesura di norme e regolamenti tecnici;
  • individuare e proporre iniziative formative per l’aggiornamento, quali seminari, convegni e veri e propri corsi di formazione;
  • costiture quando necessario gruppi di lavoro per lo studio e l’approfondimento di tematiche particolari, quali ad esempio i piani regolatori dell’illuminazione pubblica, l’abbattimento dell’inquinamento luminoso, il risparmio energetico negli impianti elettrici, di condizionamento e di illuminazione, gli impianti “speciali” per la prevenzione incendi, e altri.

La Commissione si riunirà orientativamente ogni 15 giorni.

 

 

Attività: 

La Commissione ha attivato tre gruppi di lavoro:

  1. illuminotecnica, che si occupa della normativa regionale in materia di illuminazione e della situazione degli impianti di illuminazione pubblica in Sardegna;
  2. sistema edificio-impianto, che mira a ridare centralità al progetto degli impianti negli edifici, e attualmente sta organizzando un convegno in collaborazione con Viessmann;
  3. sanità, che lavora per la stesura di una sintesi di best practices o linee guida dedicate agli uffici preposti delle strutture sanitarie e alla generalità dei colleghi.

La commissione ha organizzato inoltre il convegno del 27 giugno su “Domotica, innovazione e risparmio energetico” e sta completando l'organizzazione di un convegno sulla geotermia a bassa entalpia, da tenersi a luglio.

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La Commissione ha preso parte alla convocazione del sottogruppo “Impianti Elettrici”– Gruppo di Lavoro Energia/Impianti, svoltosi presso la sede del CNI a Roma il 23/06/2015. La prima riunione del sottogruppo “Impianto Elettrici” – Gruppo di Lavoro Energia/Impianti del CNI, è stata incentrata sul seguente o.d.g.:

1. Modifiche al D.M. n. 37/2008.

2. Norme CEI EN 62305-1/4 per la protezione contro i fulmini e Guida CEI 81-2 per la verifica delle misure di protezione contro i fulmini.

3. Leggi regionali per l’inquinamento luminoso: proposte per eventuale unificazione nazionale.

4. Illuminazione di sicurezza.

5. Varie ed eventuali.

Queste le principali proposte e i risultati prodotti dal Gruppo di lavoro CNI durante la riunione:

• Modifiche al D.M. 37/2008. Ad integrazione della richiesta di modifiche già inviata in precedenza al MISE, vengono evidenziati alcuni ulteriori aspetti: inserimento degli impianti di illuminazione pubblica tra quelli oggetto del decreto; indicazione esplicita che ricadono nell’oggetto del decreto anche gli impianti telefonici e di trasmissione dati; eliminazione della disposizione che vieta di ricoprire il ruolo di responsabile tecnico per più imprese contemporaneamente; richiesta di una più dettagliata definizione dei titoli abilitanti per il riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali; richiesta di una netta distinzione tra il progetto fatto da un professionista (per gli impianti soggetti ad obbligo di progettazione) e la documentazione redatta dall’impresa, per quest’ultima si suggerisce di chiamare gli elaborati “schemi” (come peraltro indicato nel modulo della dichiarazione di conformità) anziché “progetto“; richiesta di estendere la possibilità di redazione della DIRI (Dichiarazione di Rispondenza) in luogo della DICO (Dichiarazione di Conformità) anche per impianti realizzati successivamente all’emanazione del decreto, in caso di fallimento o cessata attività della ditta appaltatrice, ecc.; proposta di estendere l’applicazione del decreto agli impianti all’aperto e di rendere obbligatorio il progetto anche per gli impianti nei cantieri.

• Norme CEI per la protezione contro le scariche atmosferiche. Si discute in particolare del fatto che con l’abrogazione della Guida CEI 81-3 non è più disponibile il numero Nt di fulmini annui a chilometro quadrato (dati relativi a ciascun comune del territorio nazionale) che erano contenuti in tale guida. Attualmente per il calcolo si deve far riferimento al valore (ora chiamato Ng) di fulmini annui a chilometro quadrato nel punto (individuato mediante le coordinate geografiche) in cui deve sorgere l’installazione, e non più nel generico comune, con una validità del dato nel raggio di 100 m dal punto considerato. Il problema è che tali dati possono essere ottenuti solo a pagamento (15 € per ciascun dato). Di conseguenza, si richiede che il CNI si attivi, in forza ai recenti accordi con il CEI, per fa sì che i dati vengano messi a disposizione degli ingegneri a costi agevolati. Sulla parte strettamente tecnica della modifica contenuta nella norma, si propone di ritornare ad un valore predefinito per ogni comune. Risulta incomprensibile il motivo per il quale, trattandosi di un calcolo probabilistico, sia necessaria l’elevatissima precisione attualmente richiesta per il dato di fulminazione annuo.

• Proposta di unificazione nazionale delle leggi per la limitazione dell’inquinamento luminoso. Considerato che, eccetto due, tutte le regioni italiane hanno una normativa in proposito e che tali normative sono spesso differenti, il g.d.l. si pone come obiettivo la verifica della presenza di aggiornamenti in corso di approvazione relativamente alle norme regionali e la successiva elaborazione di una bozza di norma nazionale, che serva a superare l’attuale frammentazione, che complica l’attività dei progettisti da un lato e quella delle aziende produttrici di corpi illuminanti dall’altro. Inoltre, emerge la richiesta di che i Comuni facciano effettuare dei controlli sugli impianti di illuminazione pubblica, ricorrendo a professionisti esterni in caso di mancanza delle figure professionali interne.

• Norme sull’illuminazione di sicurezza: viene evidenziato che sarebbe opportuno cercare di riunire in un’unica norma i requisiti richiesti agli impianti di illuminazione di sicurezza, che attualmente sono contenuti in numerose regole tecniche di prevenzione incendi, le quali spesso fanno riferimento a parametri non omogenei. Pertanto si propone di predisporre delle tabelle comparative fra le varie indicazioni normative, per redigere successivamente una bozza di norma unitaria, da concordare con UNI, CEI e VV.F.

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