“Niente allarmismi, ma prevenzione e manutenzione programmata costante”

Data di pubblicazione: 
Venerdì, Agosto 17, 2018

In Italia ci sono circa 61 mila ponti e viadotti lungo i 255.000 km totali che compongono la rete stradale fatta da autostrade, strade statali, regionali, provinciali e comunali per una lunghezza complessiva di 38.000 km. “Evitiamo gli allarmismi: i controlli vengono effettuati da colleghi qualificati su tutta la rete e, seppure migliorabili, le procedure sono in larga misura attendibili. Sappiamo bene, invece, che ognuna di queste strutture ha bisogno di fondi per una manutenzione costante da programmare con attenzione – sostiene il presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cagliari Sandro Catta –. Lo ripetiamo da tempo, in Sardegna quest’onere potrebbe essere affidato alla società in house istituita dalla Regione con la Legge sugli Appalti approvata a marzo: invece di occuparsi di progettazione, attività che dovrebbe essere indirizzata al mercato e preferibilmente alle procedure concorsuali, questa società potrebbe diventare lo strumento giusto per incrementare la sicurezza dell’impianto stradale isolano e del patrimonio edilizio pubblico”. 

In Sardegna come nel resto d’Italia, è evidente una gravissima carenza di tecnici, in particolare ingegneri, nella pubblica amministrazione. È necessario personale tecnico qualificato per rafforzare gli organici delle amministrazioni, degli organi di pianificazione e controllo. Senza i tecnici, qualunque intervento normativo e amministrativo, pur meritorio ed “ispirato”, rischia di restare, ancora una volta, lettera morta. «Quanto successo a Genova ci colpisce profondamente – conclude Catta –, riteniamo che ci siano tanti colleghi in grado, con la loro professionalità, di dare il proprio contributo per migliorare la sicurezza infrastrutturale del nostro Paese e della nostra Isola. L’auspicio è che dalla politica arrivino risposte rapide ed efficaci: investimenti non solo sui progetti, ma anche su risorse umane qualificate che possano rafforzare gli organici delle amministrazioni incaricate di garantire la sicurezza dei cittadini a tutti i livelli».

Un messaggio, quello degli ingegneri cagliaritani, che è stato rilanciato nei giorni scorsi dai media regionali.

Di seguito il servizio del Tgr della Rai con l’intervista al vicepresidente Gianluca Cocco - Guarda il servizio al TGR (minuto 1:30)

Qui invece l'intervento di Antonio Vincis, componente della Commissione Strutture OIC, al TG di Videolina - Guarda

L’intervento del Consiglio Nazionale Ingegneri

La parola d’ordine per evitare il ripetersi di tragedie come il crollo del ponte Morandi a Genova è prevenzione. Lo conferma il Consiglio Nazionale degli Ingegneri che ha inviato a tutti gli ordini d’Italia una circolare con la quale rilancia la proposta di un piano nazionale pluriennale di verifica delle infrastrutture con un’anagrafe delle opere d’arte importanti ed a rischio e delle condizioni di sicurezza, basata su dati messi a disposizione dagli enti proprietari/concessionari, verificati, con metodi scientifici, da un soggetto indipendente.

La creazione di tale strumento, che deve essere pubblico e trasparente - sottolinea Gianni Massa, Vice Presidente Vicario del Consiglio Nazionale Ingegneri - non è più rinviabile e deve divenire impegno condiviso e sottoscritto da governo e parlamento nella sua interezza. Investire in conoscenza e quindi in prevenzione e sicurezza non può e non deve essere oggetto di disputa politica. Dare avvio ad un progetto generale delle infrastrutture in Italia, che rilanci fortemente l’economia e superi il gap con il resto d’Europa e tra le aree del Paese (con particolare riferimento al nostro Mezzogiorno) deve divenire una priorità nazionale”.

Secondo il CNI è certamente «da rivedere anche la gestione ed il controllo sull’attività svolta dalle Società concessionarie, con particolare riferimento agli investimenti in manutenzione e ammodernamento delle tratte affidate. Esse sono il frutto di una politica di “privatizzazioni” che mostra evidenti limiti non solo nel nostro Paese ma anche in quelli a più consolidata ispirazione “liberista”».

La lettera al presidente Conte

Pianificazione degli interventi, necessità di un’anagrafe delle opere, semplificazione delle procedure, urgenza della soluzione della carenza di tecnici nella PA. Sono messaggi ribaditi anche nella lettera (leggila qui) inviata dal Consiglio Nazionale Ingegneri al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Nel documento il Presidente Armando Zambrano offre la collaborazione dell’intera categoria nello sforzo di messa in sicurezza delle infrastrutture del Paese: “La cura, la sicurezza, la manutenzione e la prevenzione – si legge nel testo - devono essere un impegno costante e permanente”. E ancora: “Per tutte queste attività, offriamo la piena disponibilità di collaborazione degli ingegneri italiani, ma, riteniamo, anche delle altre professioni tecniche, convinti fortemente della loro funzione sussidiaria allo Stato, come voluto, in maniera assolutamente da noi condivisa, da recenti interventi normativi. Confidiamo, dunque, nella volontà di cambiamento del suo Governo e, quindi, nella Sua cortese ed urgente attenzione ai temi trattati e siamo pronti ad avviare una collaborazione con gli Uffici che vorrà indicarci”.

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