Equo compenso: la collaborazione tra i professionisti è l’unica via per arrivare a retribuzioni dignitose

Data di pubblicazione: 
Mercoledì, Dicembre 20, 2017

Il principio è stato fissato. Ma la battaglia per il riconoscimento di retribuzioni dignitose e commisurate alla qualità del lavoro è solo all’inizio. Per ora è stato fatto un primo passo importante con l’estensione a tutti i professionisti la possibilità di far valere in giudizio il diritto ad un Equo compenso.

Lunedì 18 dicembre, nel corso dell’evento “Equo compenso: dignità per arrivare alla qualità”, in una sala Convegni della Fondazione di Sardegna nella quale erano presenti i rappresentanti delle professioni uniti nella Consulta provinciale delle Professioni e delle istituzioni, l’emendamento approvato con il decreto fiscale a fine novembre che ha reso possibile questo primo risultato è stato esposto dal suo relatore, il Senatore del Partito Democratico Silvio Lai.

Dopo aver spiegato la genesi della norma, Lai ha specificato che non è in discussione il ritorno ai minimi tariffari: “La volontà del legislatore è risultata chiara da subito: determinare il valore giusto di una prestazione, anche quelle eseguita a favore della Pubblica amministrazione – ha detto –. Qui non si parla di minimo tariffario, come ha contestato dall'Antitrust. L'Equo compenso non è un passo indietro e l'Antitrust, difendendo il mercato, deve difendere anche chi è più fragile e quindi è costretto a sottostare a situazioni di lavoro non dignitose”. Una fragilità che i professionisti ormai conoscono bene e che può essere superata soltanto attraverso uno sforzo comune, un’alleanza già sviluppata tra le rappresentanze a livello nazionale che deve ora essere rafforzata anche a livello locale.

Andrea Frailis, moderatore dell'incontro, al tavolo con Silvio Lai, senatore PD, e Dandy Massa, vice presidente Consiglio Nazionale degli Ingegneri

“È difficile trovare percorsi comuni fra gli ordini tecnici, geologi, geometri e ingegneri. Ma ci siamo riusciti nel caso dell'equo compenso – ha spiegato in apertura il vice presidente vicario del Consiglio Nazionale degli IngegneriGianni Massa –. In Costituzione si parla di lavoro degnamente retribuito. Eppure, nel tempo, tutte le leggi hanno portato a interpretazioni che si sono dimenticate di quel principio. Chi è giovane spesso non si vede riconosciute indennità che per lo stesso lavoro sono riconosciute a colleghi più anziani. Sappiamo tutti cosa accade quando si fa una gara a ribasso. Sappiamo cosa accade ai giovani quando entrano nel mondo del lavoro: lo Stato non li protegge. E il fenomeno delle false Partite Iva e del lavoro nero? Mancanza di regole, questo è il risultato della deregolamentazione voluta dalla legge Bersani”.

Sandro Catta, presidente Ordine Ingegneri di Cagliari, interviene nel corso del convegno

Dopo gli interventi di apertura, hanno preso la parola i rappresentanti dei professionisti riuniti nella Consulta Provinciale. “L'equo compenso è un qualcosa di cui sentivamo la necessità – ha detto il presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Cagliari Sandro Catta –. I minimi tariffari non potevano essere praticabili. Il mondo delle professioni è cambiato: la maggior parte colleghi non registra da tempo parcelle stratosferiche. Anche noi abbiamo fatto errori, per esempio partecipando a gare con ribassi eccessivi, ma oggi sentiamo il bisogno di riaffermare il principio importante dell'equo compenso. Servono certezze sul fatto che le nostre prestazioni siano pagate in maniera equa e giusta, ma non solo, bisognerebbe anche porre limiti ai ribassi negli appalti e lavorare assieme alla Pubblica amministrazione: da parte nostra abbiamo già messo a disposizione della PA delle linee guida interpretative per aiutare i colleghi dentro gli uffici a valutare i ribassi”.

Sandro Catta, presidente Ordine Ingegneri di Cagliari

Oltre a Catta, sono saliti sul podio per parlare della situazione della propria professione Aldo Luchi, Presidente dell’ordine degli Avvocati, Raimondo Ibba, Presidente dei Medici, Marco Pinna, segretario dei Commercialisti, Mario Vincenti, in rappresentanza dei Periti industriali, Micaela Locci, per gli Agronomi e Forestali, Maurilio Piredda, geometri, Paola Cogotti, Consulenti del Lavoro, Giampiero Frongia, medici veterinari e Marco Fanunza per la Rete delle Professioni Tecniche.

Dopo i professionisti è intervenuto Andrea Vallascas Deputato del Movimento 5 Stelle, che ha puntato l’attenzione sulla situazione di “nuovi cottimisti” dei professionisti e sottolineato quanto il governo ancora abbia molta strada da fare per migliorare la situazione soprattutto per quanto riguarda i giovani.

Hanno inoltre dato il loro contributo al dibattito Pierpaolo Tilocca, presidente regionale dei costruttori edili dell'Ance, e Abramo Garau, consiglio delle autonomie locali.

In chiusura, il consigliere Gaetano Nastasi a nome della Consulta provinciale ha sottolineato che l’incontro vuole essere il primo passo di un percorso lungo di collaborazione tra i professionisti e dato appuntamento alla prossima occasione di confronto.

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