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Il dibattito sull'Esame di Stato
Si discute di tirocinio e di percorsi formativi più chiari

Nelle more dell'annunciata modifica del DPR 328 rimangono oggetto di attenzione da parte del C.N.I. le modalità di svolgimento dell'esame di Stato, per il quale comunque, nelle prossime tornate, saranno reiterate le attuali modalità di svolgimento, con tre prove scritte più una prova orale per il nuovo ordinamento e con una prova scritta e una prova orale per il vecchio ordinamento, secondo i settori disciplinari individuati dal citato decreto.

Mentre rimangono le preoccupazioni e le perplessità per una prova che, con la prassi attuale, risulta scarsamente significativa in relazione ad una effettiva verifica della capacità professionale dei candidati, è attiva la ricerca di nuove formule idonee allo svolgimento dell'esame di abilitazione alla professione di Ingegnere con riferimento ai diversi settori disciplinari.

I risvolti del dibattito complesso ed articolato muovono dalla necessità di individuare nuovi percorsi finalizzati ad una migliore integrazione fra le fasi dell'apprendimento didattico e della formazione e la fase dell'esercizio professionale e sono connessi anche alla modifica annunciata del DPR 328.

In tal senso si ritiene imprescindibile l'attivazione di una linea diretta fra Ordini e Università per la verifica di congruità dei percorsi didattici e per la predisposizione di un apparato normativo adeguato allo svolgimento degli esami di Stato. L'Ordine di Cagliari che, sia in virtù delle esperienze maturate sia per l'elevato numero delle iscrizioni annue, è da tempo coinvolto nel dibattito nazionale, intende formulare alcune proposte da inserire nel nuovo articolato normativo.

A tal fine, attraverso il lavoro delle commissioni d'esame, è stato effettuato un attento monitoraggio delle ultime sessioni in relazione ai diversi settori disciplinari che vanno considerati per le peculiarità che li contraddistinguono, al fine di esplicitare le problematiche di varia natura che concernono sia le prove scritte che gli orali.

In generale si riscontra, sia per il vecchio che per il nuovo ordinamento, che molte perplessità riguardano i contenuti e le materie per le diverse prove: essendo i candidati prevalentemente neo laureati privi di esperienze professionali, è ardua la predisposizione di un esame atto ad accertare la preparazione dei neo ingegneri. In conseguenza in primo luogo la discussione si incentra sulla possibilità di prevedere un periodo di tirocinio, opportuno per l'inserimento dei giovani ingegneri nel mondo del lavoro.

L'attenzione si focalizza inoltre sulla necessità di una maggiore chiarezza di obiettivi e di indirizzi per le prove d'esame, ovvero si considera l'ipotesi di predisporre programmi adeguati in relazione ai differenti settori disciplinari. In altre parole, in relazione al delinearsi di nuove figure professionali si manifesta l'esigenza di una univoca definizione dei percorsi didattico-formativi atti ad una preparazione adeguata all'esercizio della professione.

Naturalmente la predisposizione di un apparato sia normativo che programmatico risulta oltremodo complessa per le stesse connessioni e sfaccettature dei settori disciplinari. Perciò si prevedono ancora tempi lunghi per la concretizzazione degli effetti del dibattito tuttora aperto.

A tal proposito invitiamo tutti i colleghi interessati, e in particolare i più giovani che per ovvi motivi risultano aggiornati e sensibili a questa problematica, a voler partecipare attivamente al dibattito con riferimento particolare alla Commissione Giovani o contattando per informazioni i consiglieri Maria Sias o Franco Annunziata, presidente del Consiglio di Corso di studi di Ingegneria Civile.

[m. s.]

EDITORIALE

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