L'esame di Stato nella fase di transizione |
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Evidenziando vecchie e nuove problematiche, la sessione estiva degli esami di Stato ha di fatto riaperto il dibattito sulla Riforma programmata, non foss'altro perché per la prima volta si sono svolti anche gli esami per l'abilitazione alla professione degli ingegneri ambientali del nuovo ordinamento (corso di laurea in tre anni). In fase transitoria, mentre gli esami per i laureati del vecchio ordinamento si sono svolti secondo le procedure abituali, prevedendo una prova scritta e una orale, l'esame per gli ingegneri ambientali si è articolato in quattro prove: due scritte (quattro più quattro ore nella stessa giornata), una prova orale, una prova pratica della durata di otto ore. Denso di difficoltà si è rivelato in questa tornata l'esame degli ingegneri del vecchio ordinamento (laurea di 5 anni), fra i quali 14 candidati, tutti dei settori edile e civile-edile, non sono stati ammessi alla prova orale. Questo fatto ha riportato alla luce diversi aspetti di una problematica di fondo, connessa con la suddivisione dei settori disciplinari e con la scarsa chiarezza d'impostazione di un esame di Stato sul quale da troppi anni si addensano sopiti e non risolti dubbi e perplessità, sia da parte dei candidati che da parte della commissione esaminatrice. A sua volta l'esame dei nuovi ingegneri per l'ambiente e il territorio - che pur essendo abbastanza impegnativo ha visto ammessi tutti i candidati - ha fatto risaltare luci e ombre dei nuovi percorsi formativi, sui quali è forse opportuna qualche riflessione per una migliore taratura della didattica e della ricerca di indirizzi e connessioni con il mondo del lavoro. In generale, nel corso delle riunioni della commissione d'esame, presieduta dal prof. Giorgio Massacci, sono emersi numerosi quesiti in relazione ai quali è stata vivamente sollecitata da tutti i componenti una discussione aperta fra Ordine e mondo accademico, per affrontare in termini propositivi il delicato passaggio della nostra professione verso i nuovi scenari europei. A tale richiesta il Consiglio dell'Ordine degli ingegneri di Cagliari - che si era per altro anticipatamente attivato anche con l'incontro col presidente nazionale degli Ordini - ha sollecitamente risposto, predisponendo una serie di momenti di incontro che si terranno fin dai primi di settembre e che prevedono la partecipazione, fra gli altri, del preside della Facoltà di Ingegneria, dei presidenti dei Consigli di corso di studio, di delegati e/o di consiglieri dell'Ordine, oltre che, naturalmente, dei membri della commissione d'esame per l'anno 2002, afferenti ai diversi settori disciplinari previsti dalla normativa nazionale. Sul fronte nazionale, le notizie più recenti confermano come probabile una completa revisione del decreto 328, al fine di recepire le numerose osservazioni pervenute da tutta Italia. In attesa della riforma, le modalità di svolgimento dell'esame di Stato per il vecchio ordinamento resteranno immutate presumibilmente fino a tutto il 2004. Ai fini di una buona organizzazione, sono previsti anche su scala nazionale incontri tra i membri delle commissioni, per individuare criteri comuni e programmi simili, con una nuova rigorosa impostazione. In ogni caso il dibattito sul nuovo esame di Stato resta aperto a tutti gli iscritti che vorranno partecipare, anche fornendo il proprio contributo attraverso l'attività delle diverse commissioni interne, e verrà allargato in sede nazionale con il contributo attivo del delegato ing. Alessandro Biddau. Per estendere la rete di informazioni utili, gli aggiornamenti verranno diffusi al più presto sul nostro sito internet, sul quale verranno inseriti, appena disponibili, anche i testi delle diverse prove d'esame assegnate in quest'ultima tornata. Consapevoli del fatto che le attuali difficoltà derivano in gran parte dalla scarsa chiarezza sugli obiettivi, sugli indirizzi, sui programmi e sul grado di preparazione effettivamente richiesto per l'abilitazione dei nuovi laureati ai diversi settori della professione di ingegnere, intendiamo adoperarci attivamente per giungere al più presto almeno alla stesura di programmi di indirizzo, come riferimento sia per gli esaminatori sia per i candidati. Mentre lavorano in tal senso, come delegati dell'Ordine, Franco Annunziata e l'autrice di queste note, ricordiamo che i membri interni segnalati dal Consiglio in questa tornata sono i colleghi Mario Mossa e Mauro Musio. Maria Sias |
L'AUTRICE. |