Statale 195, i rischi di una scelta difficile |
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Al momento di chiudere questo numero di Informazione veniamo a sapere che per il 27 marzo è stata convocata una nuova seduta della Conferenza di Servizi, a suo tempo indetta per l'approvazione del progetto preliminare di ristrutturazione della strada statale 195, "Sulcitana". A quanto risulta, dovrebbe trattarsi della tornata decisiva, visto che sembrano superate le difficoltà finora esistenti. Come si rileva dall'articolo dell'ing. Coni, il gruppo di progettazione ha individuato tre ipotesi di tracciato per la tratta che, staccandosi all'incirca al terzo chilometro dell'attuale circonvallazione portuale, si congiunge a quella già realizzata, e ormai in esercizio da vari anni, a quattro corsie. Sulla scelta tra queste tre ipotesi, e sul complesso degli svincoli occorrenti per il raccordo con la viabilità esistente a servizio degli insediamenti lungo la statale, si è instaurato da molti mesi un vivace confronto tra i soggetti interessati. Per la verità, delle tre ipotesi è effettivamente praticabile una sola, e cioè quella designata con la lettera C. Infatti, da un lato il Ministero dell'Ambiente ha formalmente escluso che possa essere presa in esame la soluzione A, e dall'altro la soluzione B è affetta da tante criticità che si autoesclude. Informazione avrebbe voluto affiancare alla illustrazione dei progettisti le posizioni e le motivazioni del dissenso manifestato fino a pochissimo tempo fa dai comuni di Capoterra, Sarroch, Villa San Pietro e Pula. Purtroppo, e non per colpa della redazione, ciò non è stato possibile. Essendo tale dissenso, a quanto se ne sa, piuttosto articolato e difficilmente sintetizzabile senza rischi di omissioni gravi, in questa sede non si può far altro che registrarne semplicemente la pregressa esistenza. La problematica appena accennata - che, ripeto, stando alle ultime notizie informali, sarebbe oramai superata - mi ricorda inevitabilmente le vicende che la strada statale 131, la "Carlo Felice", ha vissuto negli ultimi 40 anni. Per non aver avuto il coraggio di optare - intorno al 1960-'65 e per vari lustri successivi - per una direttrice del tutto distinta dalla preesistente, siamo oggi a percorrere, almeno nei punti singolari, la versione numero tre della più importante arteria stradale isolana. È appena il caso di rammentare sommessamente che le due precedenti versioni non sono venute in essere a costo nullo: nè in termini di costi di costruzione, nè in termini di condizionamento alla circolazione (che, comunque, doveva continuare a svolgersi durante le fasi della costruzione medesima), nè in termini di occupazione e successiva dismissione di suolo. Se, al contrario, si fosse avuto allora il coraggio di adottare un tracciato nuovo o di optare per una vera e propria autostrada (soluzione però doppiamente temibile: dal punto di vista degli utenti chiamati a pagare un pedaggio e dal punto di vista del finanziatore per il rischio che l'utenza continuasse ad usare la vecchia strada, proprio per non pagare il pedaggio) si sarebbe risolto il problema alla radice. In particolare:
Ebbene, tornando alla Sulcitana e trascurando l'immensa mole di considerazioni che possono essere sviluppate sulla posizione di impasse che, almeno fino a qualche settimana fa, pareva insuperabile (penso all'ontologia dei processi decisionali, al rapporto tra tempi di disponibilità delle risorse e tempi di realizzazione delle opere, alla portata pratica di operazioni di "messa in sicurezza"), c'è solo da augurarsi che sia effettivamente scongiurato il pericolo di veder di nuovo scorrere il film delle vicende della 131. Giuseppe Concu |
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