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"I rappresentanti degli Ordini degli Ingegneri d'Italia, riuniti a Ragusa nei giorni 19, 20 e 21 settembre 2001 in occasione del 46o Congresso Nazionale per dibattere il tema "Ambiente e sviluppo: frontiera tra qualità e rischio. L'ingegnere garante dell'equilibrio",
- sentita la relazione e valutati i contributi forniti dai congressisti nel corso del dibattito;
- rilevato che l'attuale fase storica prefigura una sempre maggiore centralità delle problematiche ambientali e dello sviluppo qualitativo;
- premesso che problemi di tale natura, relativi ad alti gradi di complessità possono essere affrontati e avviati a soluzione solo attraverso una crescente e sempre più diffusa conoscenza scientifica, un uso sicuro, appropriato e consapevole delle tecnologie tradizionali e innovative e un uso ottimizzato delle risorse primarie;
- confermata la centralità della funzione dell'ingegnere e la sua preminente responsabilità in tutti i settori dello sviluppo tecnico economico con particolare riguardo alla tutela ambientale e del territorio;
- rilevata l'esigenza di confermare - ammodernandola - l'organizzazione ordinistica degli ingegneri Italiani nel preminente interesse del Paese;
- ribadita l'esigenza di una riforma universitaria intesa a formare ingegneri di elevata preparazione culturale e professionale;
- ricordato il ruolo svolto volontariamente dagli ingegneri d'Italia a favore delle popolazioni e dei territori colpiti dalle recenti calamità naturali, per l'incolumità delle persone e la salvaguardia del territorio e del costruito, senza tralasciare l'apporto della categoria nella stesura della normativa sul "fascicolo del fabbricato",
deliberano, conferendo per l'attuazione mandato al Consiglio Nazionale
- di perseguire con la collaborazione degli Ordini degli Ingegneri incisivi contatti con il mondo politico e con la società civile, sollecitando, anche attraverso i media la definizione degli obiettivi primari dello sviluppo economico sostenibile in tutti i settori ed in particolare in quello della tutela ambientale;
- di promuovere, particolarmente verso i soggetti istituzionali, il rilancio strategico di politiche energetiche orientate alla ricerca e allo sviluppo di fonti non fossili e alla conservazione e all'uso razionale dell'energia;
- di agire efficacemente nei confronti delle forze politiche sensibilizzando anche la società civile perché gli ingegneri non restino solo dei meri esecutori delle scelte altrui ma diventino interlocutori naturali e privilegiati per la soluzione dei tanti problemi sociali che sempre più richiedono scelte precise e coraggiose, di ampio termine ed altresì per una razionale gestione delle esigenze della categoria;
- di intervenire al fine di favorire una vera e corretta politica che eserciti in modo credibile e concreto le funzioni di indirizzo e di controllo in tutti i settori economici, ivi compreso quello ambientale e del territorio, semplificando radicalmente le antiquate procedure burocratiche tuttora in atto, superando la persistente diffidenza amministrativa e soprattutto vincendo l'attuale inquinamento legislativo;
- di sollecitare una globale riforma delle professioni che ne esalti il ruolo, distinguendo tra attività intellettuale ed attività imprenditoriale, confermando per gli ingegneri l'organizzazione ordinistica che tuteli nel contempo il committente e l'esercizio professionale da realizzarsi modernamente in forma singola o associata attraverso una valorizzazione del titolo che investa la preparazione, l'aggiornamento ed una trasparente definizione delle competenze (ora particolarmente confuse) e dei relativi corrispettivi;
- di promuovure idonei contatti in sede comunitaria per la elaborazione di una direttiva europea sull'ingegneria della qualità e della sicurezza garantendo il coinvolgimento degli ingegneri italiani per fornire il necessario supporto scientifico e tecnico;
- di incentivare la risoluzione concreta delle problematiche legate alla sicurezza (delle infrastrutture, dei fabbricati e degli impianti) ed al risparmio energetico, le prime per ridurre il livello di rischio e le altre per migliorare quello della qualità;
- di proporre, quale indispensabile strumento normativo, la redazione di un testo unico per l'ambiente, che sia riferimento di regole organiche, certe e applicabili, offrendo altresì alle istituzioni e per questo fine un "accordo di programma", nel cui ambito gli ingegneri italiani si impegnano a fornire il loro migliore contributo;
- di promuovere l'azione legislativa per l'adozione del fascicolo del fabbricato, accompagnata dall'introduzione di incentivi fiscali;
- di predisporre ed approvare sollecitamente un codice deontologico adeguato alle nuove tematiche dell'ambiente previa ridefinizione dell'etica della responsabilità dell'ingegnere nell'esercizio professionale mirato alla tutela della sicurezza in tutte la sue forme ed in tutti i settori, alla salvaguardia e conservazione dell'ambiente, con l'intento di migliorare le condizioni di vita".
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Pubblichiamo il testo della mozione conclusiva approvata dal 46° Congresso nazionale degli ingegneri italiani (Ragusa, 19-21 settembre 2001) |