L'albo rivoluzionato per decreto |
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Il nuovo Consiglio che gli ingegneri iscritti all'Ordine di Cagliari sono chiamati ad eleggere in queste settimane ha già un primo impegno in agenda: gestire il nuovo assetto della professione costruito dal decreto 328/2001. La norma - entrato in vigore il 2 settembre - divide l'albo professionale in due sezioni: A (laurea specialistica) e B (laurea). In ogni sezione saranno individuati tre settori: ingegneria civile e ambientale, ingegneria industriale, ingegneria dell'informazione. Sezione e settore di iscrizione all'albo determinano l'ambito professionale nel quale l'ingegnere potrà operare. Tutti i professionisti iscritti prima dell'entrata in vigore del decreto sono inseriti d'ufficio nella sezione A dell'albo: dovranno solo scegliere il settore (o i settori) di attività e comunicare questa opzione all'Ordine. La comunicazione è indispensabile: il decreto stabilisce che - in assenza della scelta - l'iscrizione del professionista perderà di efficacia. Ma i problemi vanno oltre questi adempimenti. Il Congresso nazionale degli ingegneri, a fine settembre, ha approvato un documento che boccia senza appello questa rivoluzione dimezzata, che "introduce nuove professionalità senza prevederne la regolamentazione". Un norma che - nata dalla modifica dei percorsi formativi universitari - non tiene conto della realtà delle professioni e interviene "con superficialità e incompetenza in settori particolarmente delicati per lo sviluppo del Paese". Il documento - che pubblichiamo integralmente nelle pagine che seguono, assieme alla mozione congressuale e a uno stralcio del testo del DPR 328 - chiede l'abrogazione o in alternativa una profonda modifica del provvedimento, elencando una serie di casi esemplari nei quali sono stati aggiunti "elementi di confusione e dequalificazione nell'ambito delle competenze professionali". Il Consiglio Nazionale Ingegneri ha contestato il decreto con un ricorso davanti al TAR. E in questa situazione di incertezza resta congelato lo status dei giovani ingegneri - con laurea non specialistica o diploma universitario triennale - che dovrebbero essere inseriti nella sezione B dell'albo: gli Ordini attendono risposta a una serie di quesiti posti al Ministero. Dato il pur dovuto spazio a questi problemi della categoria - rectius, del corretto posizionamento della categoria all'interno del corpo sociale - questo numero di Informazione riporta le relazioni del convegno sulla depurazione e il riutilizzo delle acque reflue, organizzato dall'Ordine lo scorso giugno. Per valutare l'importanza del tema, testimoniata dal tutto esaurito nella sala convegni del CIS, faccio riferimento al "Documento di base quale proposta per la definizione dell'accordo di programma quadro sul problema idrico in Sardegna" in attuazione dell'intesa Stato-Regione. In questo documento, dotato di tutti i crismi dell'ufficialità e presentato al convegno di Villasimius del settembre 2000, a piede della tabella di raffronto tra fabbisogni e risorse attuali si ricorda che "il deficit complessivo è semplicemente drammatico, e raggiunge aspetti catastrofici in alcuni territori". Intelligenti pauca! [g. c.] |
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