Ingegneria Energetica e Ingegneria Biomedica, |
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Il 28 maggio 2003 nella sala riunioni del Centro servizi generali della Facoltà di Ingegneria si è discusso sull'istituzione della Laurea in Ingegneria Biomedica e della Laurea specialistica in Ingegneria Energetica. L'occasione di dibattito è stata una consultazione delle organizzazioni rappresentative a livello locale del mondo della produzione, dei servizi e delle professioni, come previsto dal comma 4 dell'art.14 del D.M. 509/99, che disciplina la riforma degli studi universitari. L'Ordine degli Ingegneri della provincia di Cagliari, che il 24 marzo 2003 aveva espresso ufficialmente parere favorevole all'istituzione del Corso di Laurea in Ingegneria Energetica, ha recentemente confermato lo stesso parere anche per il Corso di Ingegneria Biomedica, ritenendo di particolare interesse le aperture verso nuovi settori di ricerca e specializzazione atti ad ottimizzare le formule di inserimento dei giovani ingegneri nel mondo del lavoro. Naturalmente l'opinione espressa in via preliminare rimanda a successivi momenti di confronto attivo sui programmi e sull'articolazione dei percorsi didattici, mentre - volutamente - prescinde da qualunque tipo di considerazione di carattere organizzativo e/o economico, che riteniamo debba essere di pertinenza della struttura universitaria. L'incontro citato ha rappresentato un momento di confronto ed ha chiarito obiettivi ed indirizzi dei nuovi corsi, che richiedono peraltro un contributo di idee multidisciplinare. In particolare, la relazione illustrativa della Laurea specialistica in Ingegneria Energetica pone in evidenza l'importanza strategica dei programmi di ricerca, anche in funzione della liberalizzazione del mercato dell'energia, che prevede sistemi complessi a livello territoriale interconnessi al sistema ambientale. Si aprono insomma nuovi settori di competenza, in uno scenario che potrebbe vedere la Sardegna anche come piattaforma del mercato energetico. Gli obiettivi formativi specifici, desunti dall'ordinamento didattico della Laurea in Ingegneria Energetica, sono mirati all'approfondimento delle conoscenze scientifiche che stanno alla base delle applicazioni ingegneristiche del settore meccanico, elettrico ed energetico, e che permettono di sviluppare soluzioni innovative di singoli impianti o di sistemi complessi. È previsto un percorso formativo relativo ai principali ambiti di attività delle figure professionali a cui è destinata la formazione. Tenuto conto della natura intrinsecamente multidisciplinare della questione dell'Energia, si vuole completare la formazione dello specialista in Ingegneria Energetica con gli elementi della Pianificazione territoriale, della difesa ambientale, della economia ambientale e delle fonti energetiche nel contesto dello sviluppo sostenibile. Il percorso formativo si propone di perfezionare le competenze degli ingegneri specializzandi negli strumenti conoscitivi per il calcolo, la progettazione e la gestione di componenti, impianti e sistemi complessi per la generazione di energia termica, meccanica ed elettrica con fonti fossili, nucleari e rinnovabili. Sono anche studiati gli impianti per la conversione diretta in energia elettrica dell'energia primaria, i componenti e le tecnologie energetiche industriali. Si ritiene utile inoltre fornire la possibilità agli studenti di acquisire le conoscenze relative ai processi per il trattamento degli effluenti e degli inquinanti gassosi, liquidi e solidi prodotti dagli impianti di conversione ed utilizzazione dell'energia. Gli elementi conoscitivi basilari delle tecnologie di utilizzazione dell'energia nucleare saranno completati dalle nozioni fondamentali sulle problematiche dell'impatto ambientale, dell'affidabilità, della sicurezza e dell'analisi di rischio degli impianti. Il percorso formativo si propone anche di fornire le competenze e gli strumenti conoscitivi per progettare e gestire impianti e sistemi, in modo da consentire una utilizzazione razionale dell'energia (URE) nei settori industriale, civile, agricolo e dei trasporti, con particolare riguardo all'energia elettrica. Sono trattati inoltre i problemi connessi alla pianificazione energetico-ambientale, all'analisi di ciclo di vita alla modellazione tecnico-economica e gli aspetti socio-economici connessi all'uso dell'energia, nel quadro dello sviluppo economico sostenibile. Di sicuro interesse, se opportunamente strutturata, sembra essere anche la proposta per il Corso di Laurea in Ingegneria Biomedica che si connette ad un settore di ricerca da tempo attivo anche in Sardegna e legato all'impiego di nuove tecnologie nell'ambito della medicina. La relazione del prof. Bruno Picasso ha posto in evidenza le valenze diversificate riferite ai più vari settori di applicazione, che possono spaziare dalla tecnologia dei macchinari per le terapie e per la diagnostica al sofisticato settore delle protesi. In tal senso risultano da calibrare con attenzione gli indirizzi in quanto si delinea una duplice possibile connotazione sui diversi versanti della bio-ingegneria industriale e/o della bio-ingegneria elettronica. In generale possiamo dire che l'Ingegneria Biomedica costituisce una scienza a carattere interdisciplinare fra il mondo proprio dell'Ingegneria e quello della Medicina e della Biologia e riguarda l'applicazione delle metodologie e delle tecnologie dell'Ingegneria al fine di comprendere, definire e risolvere problematiche che riguardano la Medicina e la Biologia. In particolare i principali obiettivi prospettati dal Corso di Ingegneria Biomedica sono:
Aldilà degli aspetti prettamente tecnici, il cui approfondimento è delegato ai Consigli di Corso di studio della Facoltà di Ingegneria, il momento di confronto attivato a fine maggio è apparso estremamente utile ai fini dell'apertura di un auspicato quanto inedito dialogo fra il mondo accademico, troppo spesso chiuso ed isolato, ed il mondo del lavoro e della produzione. Da tempo infatti l'Ordine degli Ingegneri della provincia di Cagliari, con particolare riferimento ai lavori della Commissione Giovani, ha espresso interesse per tutte le formule di collaborazione capaci di attivare nuove forme di interscambio fra i professionisti ed il mondo della produzione e del lavoro. La presenza di importanti esponenti dei principali enti pubblici e dei rappresentanti delle associazioni di categoria, che possono incidere positivamente sia sul processo di evoluzione dei percorsi formativi universitari che sui processi di inserimento degli ingegneri nelle diverse nicchie di un mercato in continua evoluzione, ci fa sperare in una nuova prassi collaborativa che muovendo dal reciproco interesse ad una crescita congiunta coinvolga i diversi operatori di settore sia nella fase didattica che nelle fasi del tirocinio e nella stagistica come premessa imprescindibile all'inserimento nel mondo del lavoro. Maria Sias |
L'AUTRICE. |