L'uso delle nuove tecnologie di networking |
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1. PremessaLo sviluppo delle applicazioni informatiche legate ad Internet ha contribuito, in modo sempre più evidente, alla diffusione dei sistemi di rete di tipo informatico. Per comprendere meglio che cosa si debba intendere per sistema di rete in questo contesto, ripercorriamo brevemente i principali passaggi relativi agli sviluppi tecnologici nel settore. Sino ad alcuni anni fa gli elaboratori venivano utilizzati fondamentalmente secondo due schemi di base:
Questa suddivisione, praticamente stabile sino alla metà degli anni '80, ha iniziato a subire delle modifiche con lo sviluppo di nuove tecnologie di rete; queste miravano all'integrazione degli elaboratori in sistemi complessi, in grado di mettere in comunicazione tra loro computer aventi pari caratteristiche (peer-to-peer). Perché ciò avvenisse, è stato necessario lo sviluppo di tre aree tecnologiche:
In definitiva, quando sono presenti le tre aree tecnologiche indicate, il sistema che le comprende è definibile come rete informatica, o rete di elaboratori. |
L'AUTORE. |
2. Tipologie di retePerché si abbia una rete di computer devono essere presenti almeno:
Secondo la dislocazione delle apparecchiature facenti parte della rete, si fa una importante distinzione tra:
Le reti di tipo LAN possono essere realizzate, come già detto, con varie tecnologie (gli standard più diffusi sono riportati in figura 1). A. Ethernet: nella sua implementazione iniziale, consentiva una velocità di trasferimento seriale dei dati pari a 10 Mbps (megabit per secondo) e veniva indicata con la sigla 10BaseT; corrisponde agli standard normativi, di matrice statunitense, indicati con le sigle IEEE 802.3 ed 802.2. Si è oramai evoluta nella tecnologia detta Fast Ethernet, che consente velocità sino a 100 Mbps, con sviluppo successivo rappresentato dalla tecnologia Gigabit Ethernet (1000 Mbps). È una rete topologicamente di tipo stellato, con un apparato centrale cui fanno capo le linee di connessione con i computer; esiste la possibilità di trasmissione contemporanea da parte di due o più stazioni (fenomeno detto collisione), problema che viene risolto con una procedura di riconoscimento della collisione e ritrasmissione dopo un intervallo di tempo casuale (procedura CSMA/CD - Carrier Sense Multiple Access - Collision Detection). La massima distanza tra un computer e l'apparato centro-stella arriva, salvo l'adozione di rigeneratori di segnale intermedi, a 100m. B. Token Ring: è una tecnologia LAN nella quale i pacchetti di dati vengono trasferiti, tra i computer collegati, tramite un apposito pacchetto, un "gettone virtuale" (token) che si sposta ciclicamente all'interno di un anello chiuso (ring) che collega tutti i terminali. La stazione che in un dato momento è in possesso del gettone può trasmettere, con velocità dell'ordine di 4-16 Mbps; C. FDDI (Fiber Distributed Data Interface) è uno standard LAN definito dalle norme ANSI X3T9.5, che specificano il funzionamento tramite lo scambio di un "gettone" (token) che circola in un anello in fibra ottica, raddoppiato per garantire una ridondanza al collegamento; le distanze consentite arrivano a circa 2 km. All'interno di una rete, sia locale che geografica, gli apparati (ed i relativi protocolli di comunicazione tra di essi) sono suddivisi secondo un'architettura a più livelli; lo standard di riferimento internazionale è l'ISO/OSI, che prevede una struttura articolata su sette livelli gerarchici. |
![]() Figura 1. Tipologie di rete locale |
3. Struttura ISO/OSIL'adozione di una struttura gerarchica nella definizione delle specifiche di rete (riguardanti apparati e protocolli) comporta svariati benefici. Innanzitutto, i costruttori possono focalizzare la progettazione su un insieme ben definito e normalizzato di procedure, senza preoccuparsi dell'interfacciabilità con gli altri apparati di livello superiore ed inferiore (essendo questa garantita dalla rispondenza allo standard di livello prescelto). Le comunicazioni avvengono, da un punto di vista fisico, con il passaggio di informazioni dal livello più alto al livello più basso, con l'aggiunta, durante il transito nell'apparato o nel software di livello inferiore, di un ulteriore contenuto identificativo. Dal punto di vista logico, lo scambio di dati avviene tra apparati (fisicamente presenti in elaboratori differenti, se non in reti remote) appartenenti allo stesso livello gerarchico. La progettazione esecutiva di una rete locale o geografica è semplificata, ed essendo in una certa misura modulare risulta essere facilmente scalabile. La gestione del sistema è più semplice, essendo suddivisibile in una serie di procedure (installazione, management, ricerca guasti ovvero troubleshooting) standardizzabili livello per livello.
La struttura gerarchica per eccellenza, alla quale tutti i costruttori ed i progettisti fanno riferimento, è quella codificata dall'ISO e denominata ISO/OSI; essa comprende sette livelli, come indicato nella figura 2. Al livello più basso (fisico) sono individuati gli standard per la trasmissione dell'informazione, comprendenti forma e dimensione delle interfacce (ad esempio la nota interfaccia seriale RS232), tipi di cavo, tensioni e correnti, codifica del segnale. Al livello superiore (collegamento dati o data link) vengono codificate le strutture dei dati e l'indirizzamento degli stessi a livello fisico, ossia l'abbinamento di un insieme di bit (frame) al codice che identifica, in modo univoco, l'indirizzo della scheda di rete dell'apparato trasmittente e di quello di destinazione (indirizzo detto MAC, univocamente attribuito, a livello internazionale, ad ogni singola scheda NIC).
Al terzo livello avviene l'indirizzamento a livello di rete o logico (network), con l'abbinamento del contenuto di dati da trasmettere all'indirizzo logico di mittente e destinatario. In termini di protocollo Internet, è a questo livello che ad ogni pacchetto di dati viene abbinato l'indirizzo IP (Internet Protocol) dei nodi nei quali transita il flusso dei dati, in un campo dati detto network header; sempre al livello di rete viene definito il percorso che i dati seguiranno per giungere a destinazione attraverso i vari nodi. Il livello di trasporto, o quarto livello, si occupa invece delle procedure per il controllo del flusso dei dati in rete, e della corretta ricezione dei dati stessi. I livelli superiori al quarto identificano vari livelli di codifica del segnale prima della sua trasmissione e ricezione da parte dei terminali di traffico, e sono meno influenti dal punto di vista del progettista di rete. Questi concetti, insieme con la rappresentazione del flusso dei dati tra i vari livelli (layer), sono schematizzati in figura 3.
Il modello ISO/OSI è utile anche perché è possibile abbinargli, per tipologia e funzionalità, gli apparati che costituiscono una rete (come riportati in figura 4). In particolare:
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4. Schemi di reteRiprendendo quanto esposto sulle tipologie di rete, il più semplice schema di rete locale o LAN viene realizzato secondo la struttura, detta HUB-centrica, riportata in figura 5. In essa le linee provenienti dai computer fanno capo ad un apparato di mera ripetizione del segnale; in altri termini, il messaggio proveniente da una stazione viene ritrasmesso indistintamente a tutte le stazioni connesse all'HUB, con problemi di collisioni crescenti all'aumentare delle richieste di connessione. Un'evoluzione di questa struttura è semplicemente ottenibile con la sola sostituzione, all'interno dell'armadio di cablaggio o rack, dell'HUB con un apparato di tipo SWITCH (figura 6); in questo caso si ottiene un netto miglioramento delle prestazioni di rete, dovuto al fatto che lo switch trasmette il messaggio solamente alla stazione cui è destinato, e non a tutte le altre connesse. Un'opportunità offerta dagli switch più evoluti è, inoltre, legata alla possibilità di creare dei "gruppi logici" chiusi all'interno di un'unica rete, come se nella rete stessa esistessero più reti fisicamente collegate ma logicamente indipendenti una dall'altra; queste sottoreti logiche vengono dette VLAN (Virtual LAN), e la loro adozione comporta ulteriori benefici nella gestione del traffico (ad ogni VLAN può essere abbinato un gruppo particolare di utenti), al prezzo di un costo superiore dell'hardware e di una progettazione e gestione della rete più impegnativa e complessa. Il superiore costo dell'impianto è dovuto, oltre alle funzionalità più estese degli Switch, anche alla necessità di un Router che consenta l'inoltro del traffico tra VLAN create in Switch differenti. Una schematizzazione di quanto esposto è riportata in figura 7: un esempio di struttura di rete con tre Switch, nei quali sono state implementate tre VLAN "trasversali" (nel senso che, ad esempio, utenti che fanno capo alla VLAN 1 possono essere fisicamente collegati ad uno qualunque dei tre switch); per quanto detto, è necessaria la presenza di un Router centrale per l'indirizzamento interno.
5. ConclusioniLa progettazione delle reti LAN e WAN di ultima generazione, in grado di gestire il crescente traffico dati sia interno che verso Internet, deve comprendere strutture articolate su tutti i primi tre livelli della scala ISO/OSI. Questo tipo di soluzione progettuale, semplificata in figura 8, rende la rete più robusta e capace di sopportare il crescente traffico legato ad applicazioni grafiche e multimediali sempre più diffuse; l'adozione di apparati di livello 2 e 3, inoltre, consente al progettista sia l'implementazione di procedure di sicurezza (policy) di tipo hardware, con router dedicabili alla filtrazione del traffico in ingresso ed in uscita (funzionalità firewall) oppure di tipo software, tramite la scrittura di appositi programmi; sia la realizzazione, all'interno di un'unica struttura fisica, di più strutture logiche flessibili e modulabili secondo le necessità del committente. Antonello Pellegrino |
![]() Figura 5. Schema di rete LAN di tipo Ethernet basata su HUB ![]() Figura 6. Schema di rete LAN di tipo Ethernet basata su Switch ![]() Figura 7. Rete Ethernet con l'implementazione di VLAN BIBLIOGRAFIA Lenzini L., Boreggi C., Reti per dati, Marsilio editore, 1984. Crini T., Rabeggiani O., Toffolo M., Trasmissione dati, Sarin editrice, 1987. Matteuzzi M., Banzato M., Galliani L., Reti telematiche e open learning, PENSA Multimedia editrice, 1999. Microsoft Corporation, Windows 2000 server, Mondadori Informatica ed., 2000.Simmons C., Causey J., Networking con Windows XP, Mondadori Informatica editrice, 2003. Cisco Networking Academy Program, CCNA 3.0 Training edition, Cisco Press editrice, 2003. Documentazione iconografica Cisco CCNA. |







