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I rappresentanti degli Ordini degli Ingegneri d'Italia, riuniti a Capo Vaticano in occasione del 48º Congresso Nazionale della Categoria per dibattere sul tema "L'ingegnere cambia con il futuro",
- preso atto che dal documento di base del CNI, dalle relazioni congressuali, dagli interventi degli esperti e dal dibattito congressuale si prospettano scenari futuri per gli ingegneri e per l'Ordine degli Ingegneri caratterizzati da eccezionali cambiamenti prodotti dal processo di modernizzazione e dai rivolgimenti geopolitici in atto in ambito europeo;
- considerata la incontestabile necessità per l'Ordine degli Ingegneri di allargare con convinzione le proprie competenze, affiancando alle tradizionali ed irrinunciabili funzioni istituzionali le funzioni di fornitore di servizi di alta qualità per i propri iscritti nell'ottica di diventare l'Ordine stesso sempre più soggetto attivo della crescita culturale e professionale dei propri iscritti ed individuando altresì in tali funzioni il percorso per ergersi ad autentico strumento di coesione fra gli iscritti, requisito indispensabile per una moderna ed incisiva rappresentanza di Categoria;
- considerato che al fine di mantenere e di far crescere il ruolo e l'influenza dell'ingegnere nella società occorre garantire che il percorso formativo universitario conservi ed accresca una solida cultura scientifica coniugata con una cultura giuridica, economica ed umanistica adeguata alle ipotizzabili future esigenze;
- considerato che in funzione dei compiti sempre più elevati che l'ingegnere sarà chiamato ad assolvere nel prossimo futuro sarà necessario un comportamento responsabile, contraddistinto sempre più da una visione etica, e che pertanto si rende indispensabile un riferimento costante per l'etica della professione nell'ingegneria;
- considerato che per il ruolo, l'immagine e l'influenza dell'ingegneria italiana sia opportuno individuare autorevoli esponenti nelle varie branche delle scienze ingegneristiche, in grado di esprimersi sui grandi temi, a supporto e consulenza del CNI;
- considerato che il DPR 328/01 ha introdotto gravi alterazioni al previgente ordinamento che producono una incontestabile riduzione di competenze, di ruolo e di influenze dell'ingegnere e che pertanto occorre continuare con la massima determinazione a portare avanti le richieste già formulate sia in sede di Governo sia in sede giudiziaria;
- considerato che nella società postindustriale gli operatori della conoscenza e primi fra questi gli ingegneri hanno un ruolo centrale sotto il profilo produttivo, economico e dello sviluppo sociale e che pertanto sono maturati i tempi per cui la rappresentanza degli interessi degli ingegneri venga portata avanti dalla Categoria in maniera ancor più incisiva;
- considerato che l'inerzia degli organi istituzionali e delle forze politiche nel portare a conclusione la riforma delle professioni, strumento ormai indifferibile di fronte al cambiamento in atto per la crescita degli ingegneri italiani e per lo sviluppo economico e sociale del Paese, rende necessaria un'opera di sensibilizzazione della società nell'interesse superiore della collettività e del Paese;
- preso atto della volontà della Categoria di portare avanti il progetto dì riforma delle professioni;
- preso atto dell'azione promosse dal CUP Nazionale di ricorrere alla presentazione al Parlamento di una proposta di legge popolare;
tutto ciò premesso e considerato,
DELIBERANO
- di impegnare gli Ordini, sulla falsariga della strada già in parte intrapresa, ad attivare con convinzione, a fianco delle tradizionali funzioni istituzionali, le funzioni di erogatori di servizi di alta qualità rivolti agli iscritti, recependo armonicamente ed in ugual misura le istanze in tal senso dirette di tutti i molteplici settori, sezioni e componenti in cui si articola la categoria. A tal fine gli Ordini provvederanno direttamente, ovvero attraverso le Federazioni o Consulte regionali, sicuramente necessarie per una maggiore rappresentatività ed operatività della Categoria, anche avvalendosi di strutture collaterali senza fini di lucro di loro emanazione quali fondazioni, associazioni, collegi, centri studi;
- di stimolare le Facoltà di Ingegneria a favorire, d'intesa con gli Ordini, una formazione interdisciplinare dell'ingegnere, fruendo anche dei crediti appositamente previsti per gli approfondimenti di natura giuridica, economica, sociologica ed etica;
- di impegnare gli Ordini ad inserire nel quadro della formazione permanente anche corsi specificamente rivolti agli studi interdisciplinari con approfondimenti nei settori economico, sociologico, giuridico ed etico;
- di dare mandato al CNI di studiare un progetto per la costituzione di commissioni, eventualmente integrato da esperti esterni, per l'elaborazione di documenti sull'etica dell'ingegneria, per la programmazione di metodi, argomenti ed iniziative per la formazione permanente degli iscritti e per il dibattito e l'approfondimento dei grandi temi dell'ingegneria;
- di impegnare il CNI a continuare a portare avanti con la massima determinazione ed in tutte le sedi le richieste di sostanziali modifiche al DPR 328/01;
- di promuovere e impegnare gli Ordini ed il CNI per la costituzione dei Comitati per le raccolta delle firme per l'iniziativa legislativa popolare promossa dal CUP Nazionale, qualora il Governo ritardi ulteriormente la presentazione e le discussione del disegno di legge Vietti;
- di promuovere e organizzare nel quadro delle iniziative necessarie per dare una maggiore visibilità ed apertura della categoria verso l'esterno eventualmente anche una manifestazione pubblica a livello nazionale finalizzata a sensibilizzare la società e il mondo politico sui problemi della professione di ingegnere;
- di impegnare di conseguenza il CNI a convocare entro prossimo mese di ottobre un'Assemblea dei Presidenti con valenza congressuale per programmare in tempi brevi gli approfondimenti e le iniziative da intraprendere.
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DOCUMENTI
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