Strutture

1  

Devo eseguire un intervento su un fabbricato in calcestruzzo armato.

Essendo la regione Sardegna classificata in zona 4 quindi è facoltà della regione stessa stabilire se utilizzare un’azione sismica oppure no. Vorrei sapere se devo progettare seguendo solo il capitolo 4 del DM 14 gennaio 2008 oppure il capitolo 7.

La questione posta è oggetto di specifica attività della commissione strutture, tutt'ora in corso, atta proprio a chiari re tale aspetto.

I riferimenti normativi, alla base dell'argomento in oggetto sono:

- il Decreto Ministeriale del 14.01.2008 “Approvazione delle nuove normetecniche per le costruzioni” e in particolare il capitolo 7 “Progettazione per azioni sismiche”;

- la Circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 617 del 02.02.2009 “Istruzioni per l'applicazione delle «Nuove norme tecniche per le costruzioni» di cui al decreto ministeriale 14 gennaio 2008”;

- il D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 "Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia" del 06.06.2001 e d in particolare al Capo IV Sezione I “Norme per le costruzioni in zone sismiche”, l’art. 83;

- la Deliberazione n.15/31 del 30.03.2004 della Regi one Autonoma della Sardegna e, in particolare, il capoverso in cui viene enunciato che “l’Ordinanza 3274/2003 lascia facoltà alle singole regioni di introdurre o meno l’obbligo della progettazione antisismica” e il capoverso successivo in cui l’Assessore della Difesa dell’Ambiente propone alla Giunta Regionale “di recepire in via transitoria, fino a nuovadeterminazione conseguente l’aggiornamento della mappa di rischio sismico regionale ..omissis.. la classificazione sismica dei Comuni della Sardegna così come riportato nell’allegato A dell’Ordinanza 3274/2003 in cui tutti i Comuni dell’isola sono classificati in zona 4” e “di non introdurre per detti Comuni l’obbligo della progettazione antisismica”;

-il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, adunanza del19/07/2011, protocollo 53/2011 e in particolar modo il quesito n.11 e il quesito n.15.

Su tali basi l'Ordine degli ingegneri della provincia di Cagliari ha sottoposto il quesito, circa il superamento o meno della delibera sopracitata, direttamente alla Regione Sardegna.

Attualmente non è pervenuta una risposta conclusiva sulla questione.

Tuttavia è parere della commissione strutture che,in mancanza ed in attesa di una definizione certa su tale aspetto, sia opportuno rispettare quanto previsto dalla normativa tecnica vigente (NTC '08) senza 'deroghe', compreso quanto concerne l'azione sismica e dunque il capitolo 7 del citato DM14/01/'08.

Si rileva tuttavia, che se l'intervento per cui ai è chiamati ad operare è classificabile come di “Miglioramento” , non si devono obbligatoriamente raggiungere i livelli previsti dalla norma (NTC '08) per le nuove costruzioni.

(Rev. Febbraio 2015)

 

2

Si chiede se è lecito da parte del Comune di Cagliari richiedere, ai fini del rilascio del certificato di agibilità, il collaudo statico o una perizia di idoneità

statica anche per edifici per i quali al genio civile non siano stati presentati i relativi calcoli del cemento armato.

Si riportano le sole conclusioni finali. La risposta completa si allega a fondo pagina La richiesta di presentare il certificato di collaudo, in seno alla domanda per il rilascio del Certificato di Agibilità, non può prescindere dall’excursus storico della normativa sul collaudo. Infatti, qualora all’epoca della realizzazione della struttura non fosse obbligatorio redigere il certificato di collaudo statico, esso non può essere redatto “a posteriori”. Giova in tal senso ricordare che il certificato di collaudo è strettamente correlato all’acquisizione e alla verifica dei certificati sui materiali posti in opera a alla rispondenza dell’opera al progetto strutturale. L’eventuale mancanza di tali certificati e/o progetti, in quanto non richiesti all’epoca di costruzione dell’opera, priva il collaudatore di elementi essenziali per l’acquisizione di informazioni atte all’effettuazione del collaudo stesso.

Recependo tale stato di fatto, molte amministrazioni locali, per le strutture in c.a. costruite prima del 19/04/1940 (data di entrata in vigore del Regio Decreto Legge n. 2229/1939), alla domanda per l’agibilità, non richiedono di allegare il Certificato di collaudo, a meno che l’opera non abbia subito

modifiche strutturali per le quali sarebbe stato ne cessario redigere il certificato di collaudo statico se richiesto all’epoca delle modifiche strutturali. Altre amministrazioni (v. Delib. Giunta Prov. Trento n. 2019/2010 all.3 e modifiche introdotte da Delib. Giunta prov. n.1427/2011), per gli stessi edifici richiedono l’acquisizione di una “dichiarazione di idoneità statica” (v. linee guida Ordine Ingegneri Trento).

Diversa è la condizione in cui la costruzione in c.a. è stata realizzata tra il 19/04/1940 e il 05/01/1972 (data di entrata in vigore della L. 1086/1971) e il certificato di collaudo non è recuperabile o assente, così come, ad esempio, i calcoli strutturali. In tal caso, alcune amministrazioni, preso atto della situazione, (v. Prov. Trento) consentono di sostituire il certificato di collaudo redatto sulla base del R.D. n.2229/1939 con una dichiarazione di idoneità  tatica (v. linee guida Ordine Ingegneri Trento).

Dopo il 05/01/1972 vige l’obbligo del collaudo statico per le strutture in c.a., c.a.p. e acciaio e l’obbligo di deposito dei calcoli al Genio Civile e in tal circostanza è necessario redigere il certificato di collaudo ai sensi della L.1086/1971, qualora questo fosse mancante.

A partire dal 01/07/2009 (data di entrata in vigore del D.M. 14/01/2008) deve essere effettuato il collaudo statico per tutte le strutture portanti, indipendentemente dal materiale utilizzato per la costruzione.

Come si nota la possibile presenza del certificatodi collaudo statico è strettamente correlata all’anno di costruzione dell’immobile e al tipo dimateriale utilizzato per la costruzione. Inoltre tale ricerca si complica laddove, all’epoca, non fosse obbligatorio il deposito presso il genio Civile.

La Commissione Strutture dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cagliari ha in progetto incontri informali con le amministrazioni locali al fine di definire una comune linea di interpretazione normativa, che possa dare delle indicazioni certe sull’acquisizione del certificato di collaudo per il rilascio del certificato di agibilità, anche in relazione alla sostituzione dello stesso (in talune determinate situazioni) con una dichiarazione di idoneità statica, come avviene per altre Amministrazioni Locali.

(Rev. Febbraio 2015)

 

3

Una struttura lignea in X-LAM, su un unico piano, poggiata su una platea, esige la presentazione dei calcoli al genio civile?

Ai sensi della legge n. 1086/71 si può affermare che per tutte le opere in c.a. e acciaio, anche con sole parti di strutture in c.a. o in acciaio, si debba necessariamente depositare la pratica al Genio Civile di competenza.

Essendo la platea un’opera in c.a., anche nel caso presentato è necessario il deposito dei calcoli dell'intera struttura, compresa quindi la parte in

elevazione in XLAM. Si ribadisce a tal proposito che il D.M. 14/01/2008 al §9.1 recita:

“Il collaudo statico di tutte le opere di ingegneria civile regolamentate dallepresenti norme tecniche, deve comprendere i seguenti adempimenti:

a) controllo di quanto prescritto per le opere eseguite sia con materiali regolamentati dal D.P.R. 06.06.2001 n. 380, leggi n. 1086/71 e n. 64/74 sia con

materiali diversi;

b) ispezione dell’opera nelle varie fasi costruttive degli elementi strutturali ove il collaudatore sia nominato in corso d’opera, e dell’opera nel suo complesso, con particolare riguardo alle parti strutturali più importanti.”

 

Per completezza si richiama all'attenzione anche il T.U. dell’Edilizia (D.P.R. 380/2001) – ART.64 -65 - 66 che regolamenta il deposito, l’esecuzione e il

collaudo delle strutture metalliche e in c.a. in genere.

Infine, da quanto detto e richiamato, emerge che l'iter di realizzazione dell'opera, che prevede il progetto delle strutture, la direzione dei lavori ed il

collaudo finale, non è comunque derogabile a prescindere dal materiale o dalla tipologia costruttiva.

(Rev. Febbraio 2015)

4

Ho progettato ed ottenuto la Concessione edilizia per la realizzazione di una struttura amovibile a servizio dell'attività sportiva di un’associazione. Si tratta di un piccolo chiosco di altezza pari a 3m, struttura priva di fondazione, poggiata su asfalto mediante delle piastre metalliche, realizzata mediante utilizzo di scatolati in ferro zincato e tamponatura in pannelli sandwich.

Al momento della messa in opera l'ufficio tecnico comunale mi comunica che per ottenere l'agibilità della struttura occorrerà procedere con il deposito dei calcoli e relazioni tecniche presso il Genio Civile, ed a effettuare il collaudo dell'opera.

Data la modesta entità, la caratteristica di amovibilità e temporaneità dell'opera, vorrei chiedervi se tale pratica è effettivamente obbligatoria o esiste la possibilità di evitarla.

La  struttura, che lei deve realizzare, è stata autorizzata mediante il rilascio di una Concessione Edilizia.  Si ipotizza, pertanto, che la stessa non abbia carattere di temporaneità, ma si tratti invece di una struttura che sarà utilizzata per tutto il periodo di rilascio dell'autorizzazione d’uso dell’area comunale.

La struttura, inoltre, avrà degli elementi metallici poggiati su piano stabile in conglomerato bituminoso, sebbene non saranno realizzate fondazioni.

Si ritiene pertanto che non si possa parlare di struttura temporanea, ma solamente di struttura amovibile e non ancorata in modo fisso al terreno (alla stregua di una “casa mobile”).

Il chioschetto sarà realizzato, come da lei riportato, con strutture portanti in acciaio e con pannelli coibentati applicati alle pareti, le cui parti strutturali saranno progettate da lei stesso.

Non la si può considerare una struttura prefabbricata e preassemblata ma realizzata con elementi in carpenteria metallica saldati e bullonati in officina e in cantiere.

Ciò premesso, e considerato che,

la normativa di riferimento per la progettazione delle strutture è il D.M. del 14/01/2008, nel quale rientrano anche le strutture in acciaio;

il D.P.R. n. 380 all’art. 64 stabilisce quale siano gli adempimenti per la progettazione la direzione dei lavori e l’esecuzione dei lavori di opere in c.a. ed a struttura metallica;

- il D.P.R. n. 380 all’art. 65 disciplina la denuncia dei lavori e la relazione a struttura ultimata di opere in c.a. ed a struttura metallica;

- il D.P.R. n. 380 all’art. 93 stabilisce quali siano le procedure per la presentazione dei progetti di strutture ricadenti in zona sismica;

- il D.M. del 14/01/2008 e la Circolare n°617/2009 al capitolo 9 stabiliscono l'obbligo del collaudo “indipendentemente dal sistema costruttivo adottato e dal materiale impiegato”;

è parere di questa commissione che la struttura in argomento debba seguire l’iter normale di una qualsiasi struttura in acciaio, quindi sarà necessario redigere il progetto delle strutture, il successivo deposito al genio civile ed il collaudo strutturale.

Considerato poi che (ai sensi dell'art. 94 del D. Lgs. 112/1998 e s. m. e i.) sia competenza della R.A.S. disciplinare le procedure burocratiche di deposito e vigilanza in materia (si veda anche quanto regolamentato da altre Regioni - Puglia) la si invita a partecipare alle nostre riunioni al fine di “sensibilizzare” la suddetta R.A.S. per meglio chiarire gli obblighi di deposito per le opere c.d. “minori”.

(revisione luglio 2015)

 

 

 

 

 

 

5

 

Vi contatto per chiedervi delle delucidazioni riguardanti l'applicazione della normativa tecnica 2008 in zona 4. Seguendo attentamente la normativa, in particolare il capitolo 7 si evince che la verifica sismica debba essere applicata anche per le strutture ricadenti in zona 4, chiaramente con le dovute semplificazioni. Sono venuto però alla conoscenza di un decreto regionale che non richiede l'obbligatorietà della verifica sismica per le strutture ordinarie.

In conclusione, la verifica sismica e quindi la progettazione sismica è obbligatoria anche nella zona 4 per qualsiasi tipo di struttura?

Gentile collega, in risposta al suo quesito, può trovare le volute delucidazioni sull'obbligatorietà della progettazione sismica in Sardegna nell'articolo redatto a cura della scrivente commissione strutture OIC consultabile sul sito al seguente link:

http://www.ingegneri-ca.net/documenti/informazione/info126-e.pdf

Stante tutte le considerazioni riportate nell'articolo, fondamentali per inquadrare opportunamente la questione in oggetto, la invitiamo in particolar modo a porre attenzione all'ultimo capoverso dell'articolo stesso, nel quale viene riportata la posizione del presente Ordine della provincia di Cagliari.

(revisione luglio 2015)

 

6

La legge 1086 del 1971 è ancora invigore?

Gentile collega,  la L. 1086 del 1971 si trova, aggiornata, nel  D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 "Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia", in particolare nella Parte II, dall'art. 52, si trattano gli argomenti inerenti la "NORMATIVA TECNICA PER L'EDILIZIA". Ancora più nel dettaglio, troverà la corrispondenza con la 1086 a partire dal capo II (art. 64 e successivi), comprese, a seguire, le disposizioni inerenti la vigilanza e le norme penali, di cui, se ben inteso, fa riferimento nel suo quesito. Tali articoli del DPR 380/01 sono l'attuale riferimento quali disposizioni normative in termini di disciplina delle opere in conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica.

Con la speranza di aver risposto alle Vostre esigenze, si porgono i più cordiali saluti."

(revisione luglio 2015)

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