Società in house: non ci sono i tempi per un confronto serio. RPT declina l’invito e rilancia: “apriamo un tavolo tecnico”

Data di pubblicazione: 
Lunedì, Febbraio 11, 2019

Quattro giorni di tempo, sabato e domenica inclusi, per analizzare un piano industriale peraltro lacunoso, stimolare il confronto tra tutte le anime della Rete, quindi presentarsi, questa mattina, per discutere di “Opere e infrastrutture di Sardegna Srl”.

 

La Rete delle Professioni Tecniche della Sardegna ha deciso di declinare l’invito, inviato lo scorso mercoledì (ma pervenuto solo venerdì) assieme al documento di sintesi del rinnovato Piano industriale che sarebbe dovuto essere al centro della discussione, a partecipare ad un confronto con l’amministrazione regionale.

 

La tempistica del dialogo prospettato dall’Assessorato in indirizzo – si legge nella nota di risposta recapitata all’assessore Balzarini – è tale che gli stessi Presidenti degli Ordini e Collegi non hanno avuto modo neanche di interloquire coi rispettivi Consigli, quantomeno non in maniera approfondita, in particolare sul documento di sintesi del Piano Industriale, rappresentativo degli ambiti di manovra della costituenda società in house.

 

«Vista la decisione e la poca permeabilità dimostrata dalla Giunta nei mesi scorsi, e alla luce di questa convocazione lampo, viene da chiedersi quale sia la reale volontà di confronto su questo tema – dice la coordinatrice della Rete Patrizia Sini (Architetti) –. Riteniamo che la fretta e la concitazione siano d’ostacolo alla valutazione compiuta delle conseguenze della creazione della Società di progettazione in house. Tanto più dal momento che, da una prima sommaria analisi del Piano Industriale pervenuto, non abbiamo rilevato modifiche sostanziali rispetto a quanto da noi evidenziato in passato».

 

In particolare, come sottolineato nel documento di risposta, rimangono legati una serie di importanti nodi: su tutti quelli dell’entità del finanziamento della società, del suo campo di azione potenzialmente illimitato, della sua dotazione organica assolutamente sottodimensionata rispetto ai compiti annunciati (zero dirigenti, sei funzionari, due istruttori e un impiegato), nonché della reale efficacia della Opere e infrastrutture di Sardegna Srl in chiave di accelerazione della realizzazione delle opere pubbliche.

 

Con profondo rispetto istituzionale – scrive la Rete – si ribadisce la ferma e completa contrarietà alle determinazioni così come concepite, nella convinzione che l’accelerazione delle opere pubbliche si possa perseguire solo ed esclusivamente attraverso la risoluzione delle pastoie burocratiche che rallentano nella quotidianità le varie iniziative e nell’introduzione di norme chiare che scongiurino alla radice il contenzioso. Non convince neanche la volontà di sottrarre la competenza sulle opere regionali strategiche alle strutture degli Assessorati, che vedono al proprio interno numerosi tecnici, anche nostri iscritti, dalle professionalità e competenze indiscusse, per indirizzarla ad una società costituita da pochi tecnici e soggetta comunque a limitati controlli, se non di risultati.

 

La Rete delle Professioni Tecniche della Sardegna, a nome dei circa quindicimila professionisti dell’area tecnica tra Ingegneri, Periti industriali, Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori, Geometri, Periti agrari, Chimici, Dottori agronomi e forestali che rappresenta, rinnova la richiesta di attivazione di un tavolo tecnico di confronto sul tema e sottolinea, visto il momento di rinnovo della rappresentanza politica, l’inopportunità di proseguire sulla strada intrapresa senza una concreta e articolata concertazione con gli operatori economici quotidianamente coinvolti nel settore delle opere pubbliche.

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