Sentenza TAR di Lecce: anche gli ingegneri possono operare sugli immobili sottoposti a vincolo e nei centri storici

Data di pubblicazione: 
Sabato, Marzo 11, 2017

La sentenza è stata emessa dal Tar di Lecce, ma la sua portata è ben più ampia di quella locale. Intervenendo su un ricorso presentato dall’Ordine degli ingegneri della provincia di Lecce contro un bando del Comune di Martano per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva, direzione lavori ed altri servizi tecnici, la corte ha infatti affermato che gli ingegneri hanno diritto di operare professionalmente sugli immobili sottoposti a vincolo e nei centri storici, e ha quindi escluso di fatto una riserva assoluta in favore degli architetti. 

Il bando oggetto del ricorso riguardava i lavori di riqualificazione di alcune vie del centro storico cittadino, che la stazione appaltante su indicazione perentoria della sovrintendenza aveva ritenuto di riservare alla competenza esclusiva degli architetti. L’Ordine pugliese ha deciso di agire per tutelare i suoi iscritti in quanto la decisione dell’amministrazione, questa la tesi dei tecnici, si sarebbe basata su una lettura distorta e incompleta della Sentenza del Consiglio di Stato del 2014 e in particolare della parte che riservava la competenza per gli interventi su edifici vincolati di particolare valore storico a chi avesse una preparazione specifica culturale per poter curare tali interventi: come ha sottolineato il presidente degli Ingegneri pugliesi Lorenzo Daniele De Fabrzio, «ci sono Ingegneri che hanno tutti i titoli e formazione accademica per poter operare con competenza e professionalità per questo tipo di interventi, e la sentenza del TAR conferma la nostra posizione».

LA POLEMICA E LA POSIZIONE DI CNI E OIC

La decisione della corte è ora destinata ad avere un grande risalto. Sono di novembre scorso le polemiche tra i consigli nazionali di ingegneri e architetti proprio in riferimento alla sentenza 21/2014 del Consiglio di Stato della quale si era cercato di dare una interpretazione univoca coinvolgendo anche il MIBACT.

A seguito di una circolare del CNI a firma del Presidente Zambrano, gli architetti, in una lettera al Mibact, sostenevano che gli ingegneri stessero tentando di aggirare quanto sancito dal Consiglio di Stato nella sentenza 21/2014 sull'impossibilità, da parte degli stessi, di svolgere l'attività di direzione dei lavori sugli immobili storici. Successivamente il CNAPPC aveva chiesto al MIBACT di annullare la nomina dell’ingegner Paolo Iannelli a Soprintendente speciale per le aree colpite dal sisma: nomina finalizzata a coordinare tutti gli interventi di consolidamento e restauro dei beni culturali, nonché la conservazione dell’integrità storico ed artistica degli edifici tutelati. 

Una contrapposizione tra professionisti ritenuta sterile dal CNI come dall’Ordine degli Ingegneri della provincia di Cagliari: «Su un edificio vincolato le competenze non possono essere di un unico professionista. Esistono tali complessità e sfaccettature che è possibile gestire strutture simili solo grazie all’ausilio di differenti professionalità – ha sostenuto Gianni Massa, Vice Presidente Vicario CNI –. È necessario fare uno sforzo collettivo e superare definitivamente i recinti e le barriere delle competenze. Nell’epoca della multidisciplinarietà continuare a contrapporre l’uno all’altro i professionisti tecnici è antistorico». 

Dell’importanza della collaborazione e del lavoro svolto in tale direzione in Sardegna ha parlato invece il presidente di OIC Gaetano Nastasi: «La Rete delle Professioni Tecniche della Sardegna – dice il presidente OIC – ha saputo fare tesoro del patrimonio di competenze e delle diversità di cui dispone, confrontandosi sui contenuti e portando proposte concrete su tutti i tavoli istituzionali attivati in questi anni a livello regionale. Energia, edilizia, urbanistica, catasto, lavori pubblici, lavoro, trasporti e organizzazione della PA sono soltanto alcuni dei temi trattati dalla Rete».

Ora, la sentenza del Tar di Lecce aggiunge un tassello importante per l’interpretazione delle norme, ma, nonostante gli sforzi, il dibattito sul tema della collaborazione tra i tecnici continua a rimanere aperto.

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