OIC, RPT e ANIEM-Confapi alla Giunta: attivare la stazione appaltante regionale per cogliere le opportunità nel settore dei Lavori pubblici

Data di pubblicazione: 
Giovedì, Ottobre 27, 2016
Incontro confindustria Cagliari

«La nostra Giunta deve farsi carico della immediata attivazione della stazione appaltante Regionale in grado di gestire direttamente i lavori pubblici in Sardegna e di dare supporto alle amministrazioni locali che ancora non l'hanno attivata, stanziando i fondi necessari per istituirla e formare un team di professionisti con competenze interdisciplinari, come peraltro la Regione ha già fatto nel caso della semplificazione dei procedimenti amministrativi (art. 13 Dl 254 in fase di pubblicazione)». 

Questa la posizione dei tecnici dell’Ordine degli Ingegneri e della Rete delle Professioni Tecniche presentata assieme ad Aniem-Confapi all’assessore regionale ai Lavori Pubblici Paolo Maninchedda nel corso dell'incontro “L'opportunità dei lavori pubblici per la filiera produttiva delle costruzioni della Sardegna" organizzato nella serata di ieri da Confindustria Sardegna nella sede di viale Colombo.

«La creazione di una stazione appaltante regionale, a disposizione delle amministrazioni locali è un obiettivo per il quale siamo pronti a fare la nostra parte, anche facendoci carico della sua attivazione – sostiene il presidente di OIC Gaetano Nastasi –. Questo strumento consentirebbe, ad esempio, di non dover delegare Anas per tutte le gare riguardanti la rete stradale, passaggio che comporta un costo del 12,5 per cento della spesa e diverse altre criticità». 

 «Criticità come quella del restringimento dell’accesso delle imprese sarde ai bandi, dovuto alla divisione in lotti con importi troppo elevati - come sottolinea il presidente di ANIEM-Confapi Giorgio Delpiano - e come quella del ricorso selvaggio alle procedure negoziate senza previa manifestazione di interesse da parte delle amministrazioni locali, cosa che preclude la partecipazione alle imprese interessate».

Durante la serata di confronto, introdotta dall'intervento del presidente di Confindustria Alberto Scanu e alla quale hanno partecipato tra gli altri anche il capo compartimento dell'Anas Valerio Mele, il presidente della federazione degli Ingegneri Vincenzo Cuccuru, il presidente dell'Ance Pierpaolo Tilocca e il presidente di Confindustria Sardegna meridionale Maurizio De Pascale, stati analizzati i possibili benefici che il settore dei lavori pubblici potrebbe portare all'economia isolana e messe in luce le criticità del sistema.

GOVERNARE IL CAMBIAMENTO

Questo settore sta vivendo una trasformazione importante a seguito dell'introduzione del nuovo Codice Appalti, che ha modificato tempi e responsabilità all'interno dei processi di affidamento dei lavori. Un cambiamento che deve essere governato per evitare un progressivo blocco delle procedure, specie in assenza di una strategia di crescita e sviluppo basata sulla partecipazione competitiva e l’approccio innovativo al mercato.

 "Dobbiamo prenderci la responsabilità di tirare su l'asticella. Le norme del nuovo Codice Appalti devono essere uno stimolo per puntare sulla qualità dei progetti e investire su competenza e formazione del capitale umano: L'obiettivo deve essere evitare la concorrenza al ribasso e innescare un circolo virtuoso che ci porti a valorizzare il territorio e a competere su un piano di parità con tutte le realtà di oltre Tirreno" ha detto Nastasi nel corso del dibattito.

“Troppo spesso ci troviamo di fronte a un “ginepraio normativo” – ha sostenuto Cuccuru –, abbiamo bisogno di poche regole ma certe. Dividere gli appalti per consentire alle imprese e ai tecnici sardi di partecipare direttamente è possibile e deve essere fatto”.

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