Nastasi a Radio Kalaritana contro la riforma di Area Sardegna

Data di pubblicazione: 
Sabato, Settembre 17, 2016

NASTASI A RADIO KALARITANA CONTRO LA RIFORMA DI AREA SARDEGNA:

“Costi più alti. E i professionisti interni non sono nelle condizioni di occuparsi anche di progettazione”.

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Ieri mattina il presidente Gaetano Nastasi è stato intervistato da Radio Kalaritana sulla questione legata alla riforma di Area Sardegna. Nel contributo audio che pubblichiamo Nastasi ha ribadito la posizione contraria di Oic rispetto all’idea di internalizzare i costi di progettazione per finanziare l’Azienda Regionale, una strada che porterebbe difficoltà ai liberi professionisti come ai colleghi assunti dalla PA.

Questo perché i professionisti dipendenti non sono messi nelle condizioni di svolgere questo tipo di attività, non possono esserlo perché sono gli stessi che devono gestire i servizi tecnici di competenza della PA necessari ad erogare servizi alla collettività, occuparsi della manutenzione, della gestione e dell’adeguamento di edifici e infrastrutture pubbliche quali quelle affidate AREA.

Se la Ras vuole progettare “in house”, sostiene OIC, deve affidarsi a progettisti che abbiano gli stessi requisiti da lei stessa richiesti ai liberi professionisti, senza distoglierli da altre funzioni che penalizzano l’intero sistema economico locale e fanno lievitare i costi della pubblica amministrazione.

Costi e opportunità perdute.

Le opere pubbliche sono da sempre uno strumento, se utilizzato con oculatezza e lungimiranza, per favorire lo sviluppo economico e sociale del territorio; al di là dei posti di lavoro, servono a migliorare la fruibilità dei luoghi, a esaltarne la vocazione e le peculiarità, a facilitare la comunicazione e i collegamenti, a creare servizi, a garantire la sicurezza e a tutelare l’ambiente. Il processo di realizzazione delle opere pubbliche negli ultimi decenni è stato caratterizzato da un susseguirsi di scandali e da un progressivo scadimento dei livelli di qualità nella realizzazione delle opere. Proprio queste valutazioni, oltre alle esigenze di riduzione dei costi, stanno guidando la riforma del settore, con la scelta di definire in maniera chiara il ruolo della PA come nevralgico per garantire la corretta gestione e il controllo dei processi di trasformazione del territorio.

Tra l’altro c’è un programma regionale strategico attraverso il quale questa visione, quella della qualità, del progetto, degli impatti e degli investimenti sul territorio ha guidato le scelte: il progetto iscol@, che prevede il ruolo di promotore, di controllo e di gestione per le amministrazioni locali, progetti assegnati all’esterno con concorsi di progettazione e lavori affidati con progetti esecutivi.

La presentazione di un provvedimento di legge così importante, dovrebbe essere supportata da dati oggettivi indicativi dei risultati raggiunti da AREA negli ultimi anni con l'attività di progettazione, costruzione e gestione del patrimonio edilizio di cui dispone, dati che dovrebbero smentire quelli nazionali; e la scelta dovrebbe essere supportata dalla valutazione degli impatti economici e sociali che tale provvedimento comporta. Scelte come questa evidenziano invece, scarsa attenzione e conoscenza delle dinamiche reali di funzionamento del sistema economico locale. Oltre che nessuna volontà di ascolto.

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