Metano e Piano Energetico: la posizone della Rete delle Professioni

Data di pubblicazione: 
Giovedì, Maggio 26, 2016

La Rete delle Professioni tecniche interviene nel dibattito sulla metanizzazione della Sardegna e sulla politica energetica regionale. E lo fa in continuità con quanto già segnalato nel documento consegnato agli assessorati competenti durante la fase di consultazione del Piano Energetico Ambientale della Regione Sarda.

In particolare, in seguito all'annuncio fatto dal presidente Francesco Pigliaru sul progetto di costruzione di due rigassificatori e della dorsale sarda, la Rete esprime la sua contrarietà a progetti energetici potenzialmente antieconomici, privi di una comprovata sostenibilità e dai tempi di realizzazione incerti.

Il futuro delle energie rinnovabili, secondo i tecnici, passa infatti per una gestione differente dell'arrivo del metano in Sardegna. Scalabilità e infrastrutturazione progressiva devono essere le parole d'ordine.

Per cogliere a pieno l’opportunità dell’introduzione del metano nell'isola sarebbe invece necessario optare per soluzioni efficaci e snelle, come l'utilizzo della tecnologia criogenica per lo stoccaggio e il trasporto del gas, che puntino prioritariamente a valorizzare le infrastrutture esistenti e all’utilizzo competitivo delle reti di bacino cittadine già realizzate con grossi investimenti pubblici.

La costruzione di grandi infrastrutture rischia infatti di rivelarsi critica in termini di tempi, entità dell’investimento e relativo ritorno economico mentre è urgente creare le condizioni per lo sviluppo delle Smart Grid e della generazione distribuita, ovvero del sistema basato su piccoli impianti di produzione locali collegati tra loro in rete, che consente di ottimizzare lo sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili e il cui sviluppo è strettamente correlato alla immediata disponibilità del metano a prezzi competitivi.

IL PEARS E LE STRATEGIE PER IL FUTURO

Ad essere messa in discussione è l'intera politica energetica regionale e lo stesso Piano energetico recentemente approvato nel quale risulta assente una chiara indicazione delle vie che l'amministrazione intende percorrere e dei suoi obiettivi.

Prima di decidere attraverso quali mezzi portare il metano sull'Isola, appare infetti imprescindibile esplicitare quale sia la visione strategico-operativa relativa allo sviluppo delle infrastrutture e alla riconversione di ciò che è attualmente in opera. I primis è necessario definire il mix energetico tra le varie fonti, rinnovabili e fossili che ci si pone come obiettivo a breve e lungo termine: le scelte strategiche in materia energetica sono difficilmente realizzabili senza che sia stata preliminarmente definita una chiara e precisa politica di sviluppo regionale.

Appare fondamentale, inoltre, chiarire in che modo si intende valutare l'impatto delle emissioni di CO2: considerare da un lato tutta l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili come se fosse anche consumata in Sardegna e non considerare le emissioni di quella prodotta da fonti tradizionali ed esportata, potrebbe semplicemente portare ad un illusorio conseguimento dell’obiettivo di riduzione del 50% delle emissioni.

In tema di pianificazione, poi, il futuro della generazione distribuita e delle Smart Grid risulta strettamente correlato agli esiti del processo della metanizzazione. Per quanto riguarda la realizzazione di reti intelligenti, i professionisti segnalano la mancanza di progetti su larga scala, necessari affinché le azioni previste non abbiano un carattere meramente dimostrativo, ma possano costituire un reale volano di sviluppo e un'occasione di stimolo per iniziative imprenditoriali innovative ad alto valore aggiunto.

Sarebbe dunque meglio, soprattutto in questa fase, evitare la costruzione di grandi infrastrutture ma concentrarsi su soluzioni meno invasive, più economiche e più abbordabili anche per gli investitori privati, come i depositi costieri ed il trasporto alle utenze (reti di bacino comunali e intercomunali già realizzate) tramite autobotti criogeniche. Tutto ciò senza escludere a priori successivi interventi di infrastrutturazione, come la dorsale o i rigassificatori, qualora i consumi fossero in grado di giustificare investimenti, sia pubblici che privati, di maggiore entità. Una circostanza che potrebbe realizzarsi qualora si mettano contestualmente in atto tutte le azioni necessarie affinché almeno un porto della Sardegna possa diventare un importante HUB nel sistema di bunkeraggio delle navi nel Mediterraneo e sopperire in tal modo alla presenza di una domanda interna di modesta entità.

La Rete delle professioni tecniche chiede quindi alla Regione di chiarire la strategia a lungo termine alla base del Piano energetico regionale e le modalità di valutazione delle emissioni dallo stesso previste.

Portare il metano subito e investire in tecnologia ed innovazione: questo è il progetto da inserire nel patto per lo sviluppo della Sardegna del Governo Renzi che la Rete propone e che è disponibile a supportare e condividere per uno sviluppo sostenibile della nostra Regione.

LE OSSERVAZIONI DELLA RPT AL PEARS

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