Lavori Pubblici: delega ad ANAS è rimedio tampone

Data di pubblicazione: 
Martedì, Ottobre 11, 2016

“Ancora una volta si cercano rimedi tampone per la realizzazione delle opere pubbliche ormai ferme da anni, come nel caso della delega ad Anas per la realizzazione degli interventi sulle infrastrutture sarde di trasporto”. Lo dice al notiziario Chartabianca Gaetano Nastasi, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Cagliari, che commenta così la gara d’appalto di 13,5 milioni di euro pubblicata da Anas e inserita lunedì scorso in Gazzetta Ufficiale. Il bando prevede la manutenzione straordinaria della segnaletica verticale nelle strade dell’isola per i prossimi quattro anni. L’appalto non è diviso in lotti e riguarderà tutte le strade statali della Città Metropolitana di Cagliari e delle provincie di Nuoro, Oristano, Sassari e Sud Sardegna e rientra all’interno di un investimento complessivo pari a 71 milioni di euro che coinvolge tutte le strade Anas sull’intero territorio nazionale.
“E’ positivo che vengano messe a correre risorse ferme da anni ma è un peccato - osserva Nastasi - che si utilizzi l’Anas e non si riesca invece a rendere stabile una organizzazione all’interno della pubblica amministrazione”.

AGENDA POLITICA REGIONALE. "Sembra che alcune tematiche - sottolinea Nastasi - non facciano parte dell'agenda politica regionale: il tema dell'organizzazione degli uffici tecnici, delle Unioni dei Comuni, delle stazioni appaltanti uniche e di quella regionale, la gestione delle risorse umane, l’integrazione delle competenze - evidenzia Nastasi - come se lo sviluppo economico e sociale, la sicurezza e la qualità dei servizi resi al cittadino non fossero obiettivi primari di amministrazioni e amministratori”. Si parla di leggi e di riforme ma “in Sardegna i Consigli comunali e il Consiglio regionale non si occupano concretamente della durata inaccettabile di qualsiasi iter amministrativo: si discute e si porta avanti un’azione di riforma per lo snellimento della pubblica amministrazione e il miglioramento della spesa pubblica, come nel recente caso Area - prosegue il presidente dell’Ordine degli ingegneri provinciale - senza analizzare i dati relativi alle performance, alla qualità dei servizi erogati ai cittadini, agli operatori economici e alle potenziali ricadute sul territorio”.

COMUNE DI CAGLIARI. Nastasi sostiene che oltre ad armonizzare le norme in materia di gestione economico finanziaria degli enti bisognerebbe pensare a rendere operative delle misure per favorire il turn over dei funzionari nelle pubbliche amministrazioni, sbloccare le procedure di assunzione e in modo da favorire il ricambio generazionale, per poi procedere alla spendita delle risorse pubbliche.
"E’ emblematico il caso di Cagliari: è un comune virtuoso ma ha fermi 280 milioni di euro che non può spendere - osserva Nastasi - e se attualmente dispone di 1.400 dipendenti complessivi, nei prossimi anni ne perderà 261 con i pensionamenti che non riuscirà a reintegrare. In queste condizioni è difficile costruire una struttura che funzioni. Non poter assumere - evidenzia il presidente degli ingegneri della provincia di Cagliari - significa anche non poter creare delle stazioni appaltanti”.

 

COLLABORARE PER SUPERARE LE CRITICITÀ: LA SCELTA DEI COMUNI DEL LINAS

Strade disastrate, viabilità al collasso, scarsità di fondi e grandi problemi a spenderli: amministrare un ente locale vuol dire affrontare tante difficoltà come queste. Ma le soluzioni si possono trovare. Ad esempio unendosi per creare un ufficio tecnico unico e portare con un'unica voce le istanze del territorio.

E' quanto ha fatto l'unione dei comuni del Linas che, appena costituita, ha scritto alla Regione per chiedere i fondi dovuti per la manutenzione delle strade dell'area. Un modello che si contrappone ad esempio allo schema che vede la Regione delegare ANAS per la realizzazione degli interventi di manutenzione delle infrastrutture di trasporto della Sardegna, con i finanziamenti fermi da anni.
 
Quella dell'Unione dei Comuni del Linas è una scelta esattamente in linea con quanto secondo OIC una moderna amministrazione dovrebbe fare. 

Oltre a condividre le proprie risorse, specie in un periodo di crisi come questo, è responsabilità precisa degli amministratori rivedere l'organizzazione interna dei loro uffici, in modo da sfruttare a pieno le importanti professionalità che hanno a disposizione e creare strutture multidisciplinari in grado di moltiplicare l'efficacia di quanto i professionisti interni sono in grado di fare.

Un approccio in linea con quanto contenuto nel Nuovo codice appalti, che individua come strategica la disponibilità di strutture tecniche pubbliche qualificate per la realizzazione degli interventi sul territorio, circoscrivendo al contempo le funzioni primarie della PA alla pianificazione, fattibilità, programmazione e controllo delle opere.

La cronica incapacità o impossibilità di gestire efficacemente gli investimenti per le opere pubbliche porta - come sostiene Gaetano Nastasi, presidente OIC -  da un lato al tentativo di accelerare la spesa accentrando il controllo dei fondi da parte dell'assessorato ai Lavori Pubblici con soluzioni tampone, come il caso ANAS o la soluzione AREA, e di contro non sembra ancora sufficiente a spingere gli amministratori locali ad attivare gli uffici tecnici delle unioni dei comuni, creando sinergie e condividendo risorse e professionalità, per risolvere in maniera definitiva i noti problemi strutturali.

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