Finanziare AREA con i compensi per la progettazione? Provvedimento anacronistico

Data di pubblicazione: 
Giovedì, Settembre 15, 2016
Finanziaria AREA

Un risparmio per la collettività o un aumento di costo mascherato? Nel provvedimento di riforma di AREA (l’azienda regionale per l’edilizia abitativa) il cui esame riprenderà la settimana prossima in Consiglio Regionale è contenuta una norma che prevede tra le fonti di finanziamento i ”compensi per spese tecniche e generali o per altre attività, compresi i servizi di ingegneria ed architettura, per opere delegate o di interesse regionale”

L’idea è quella di utilizzare i professionisti che lavorano in AREA come progettisti per le diverse opere in programma sul territorio regionale in modo da internalizzare il costo della progettazioneinvece che rivolgersi agli studi esterni. Un approccio, a prima vista diretto alla riduzione dei costi, che già la Giunta Regionale aveva provato a introdurre attraverso la Finanziaria 2015 suscitando le reazioni del mondo dei professionisti di settore a livello nazionale.

In realtà l’internalizzazione della fase progettuale, oltre a essere in controtendenza rispetto al processo di snellimento generale in atto nella PA, nasconde insidie e costi elevati per la collettività tanto che il Nuovo codice dei Contratti Pubblici approvato ad aprile ha fortemente limitatoquesta modalità sulla base dei dati sui costi, l’aumento delle varianti e l’insostenibilità dei tempi di realizzazione opere.

«La Regione ci riprova» avverte Gaetano Nastasi, presidente dell’Ordine degli Ingegneri Cagliaritani, «ma andare avanti su questa strada vorrebbe dire da una parte allontanarsi da quanto una PA moderna dovrebbe fare, ovvero concentrarsi su pianificazione e controllo dei procedimenti, dall’altra esporsi a un aumento dei costi e dei tempi di realizzazione delle opere». 

Inoltre i progettisti a cui si affiderebbe la delicata fase della progettazione sarebbero gli stessi professionisti assunti per ricoprire altri incarichi di natura tecnica: «se la Ras vuole progettare “in house” – insiste Nastasi – deve affidarsi a progettisti che abbiano gli stessi requisiti da lei stessa richiesti ai liberi professionisti».

La presentazione di un provvedimento di legge così importante, sostengono i professionisti, dovrebbe essere supportata da dati oggettivi indicativi dei risultati raggiunti da AREA negli ultimi anni con l'attività di progettazione, costruzione e gestione del patrimonio edilizio di cui dispone, dati che dovrebbero smentire quelli nazionali. «Ma non solo – conclude Nastasi –, la scelta dovrebbe essere supportata dalla valutazione degli impatti economici e sociali positivi che tale provvedimento comporterebbe. Scelte come questa evidenziano una scarsa attenzione e conoscenza delle dinamiche reali di funzionamento del sistema economico locale. Auspichiamo che nel corso dell’esame del testo questa norma venga emendata.».

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