Dal sei aprile in vigore le Nuove Norme sull’Autorizzazione Paesaggistica

Data di pubblicazione: 
Martedì, Marzo 28, 2017

Procedure più rapide, una maggiore gradualità dei vincoli e una spinta concreta verso il risparmio del suolo grazie alla semplificazione degli interventi di recupero e riconversione degli edifici anche se costruiti in zone paesaggisticamente rilevanti.

A partire dal 6 aprile prossimo entrerà in vigore il Dpr 31/2017 sull’autorizzazione paesaggistica semplificata pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22 marzo scorso. 

Sul tema, la commissione Edilizia privata dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Cagliari ritiene che il decreto rappresenti un buon passo verso lo snellimento delle procedure per la riconversione architettonica e funzionale degli edifici che si trovano in zone paesaggisticamente rilevanti e non sono più in grado di adempiere alla loro funzione: «Semplificando e accorciando i tempi di questi processi edilizi – spiega la referente Marianna Fiori – si accorciano anche i tempi di fruizione dell'edilizia abitativa per esempio nei Centri Storici, permettendo una maggiore offerta di immobili abitabili in contesti già completamente urbanizzati e perseguendo il pensiero contemporaneo del consumo del suolo zero».

È il segno che il legislatore ha acquisito la consapevolezza che non tutti gli interventi hanno la stessa incidenza sul paesaggio – sottolinea la commissione –; finora è mancata la gradualità del vincolo di tutela rispetto all’importanza dell’intervento. In un territorio quasi completamente vincolato, snellire le procedure per i piccoli interventi significa consentire finalmente di poter manutenzionare il patrimonio esistente in maniera più semplice e meno costosa.

IL CONTENUTO DEL DECRETO

Il testo normativo, che sostituisce il D.P.R. 9 luglio 2010, n. 139, contiene, nell'allegato A, i 31 interventi esonerati dall'autorizzazione paesaggistica e, nell'allegato B, gli interventi per i quali si può ricorrere all'autorizzazione paesaggistica semplificata, di cui al precedente decreto n. 139/2010.

Gli interventi esonerati dall'autorizzazione riguardano: opere interne che non alterano l'aspetto esteriore degli edifici; interventi sui prospetti o sulle coperture degli edifici; interventi che abbiano finalità di consolidamento statico degli edifici; interventi indispensabili per l'eliminazione delle barriere architettoniche; installazione di pannelli solari (temici o fotovoltaici); installazione di micro generatori eolici, in edifici non vincolati ecc.

Gli interventi di lieve entità soggetti a procedimento autorizzatorio semplificato si riferiscono a: incrementi di volume non superiori al 10% della volumetria della costruzione originaria e comunque non superiori a 100m3; realizzazione o modifica di aperture esterne o finestre a tetto riguardanti beni vincolati; modifiche delle facciate mediante realizzazione o riconfigurazione di aperture esterne o di manufatti; interventi necessari per il superamento di barriere architettoniche; installazione di impianti tecnologici esterni a servizio di singoli edifici ecc.

Il documento contiene inoltre la tabella di raffronto tra il nuovo Regolamento ed il precedente di cui al DPR n. 139/2010. (MCM)

L’IMPATTO SULLA REALTA’ ISOLANA

Per quanto riguarda l’efficacia di queste norme in Sardegna, gli interventi per i quali il decreto è immediatamente efficace sono unicamente quelli ricadenti nell'allegato A. Per gli altri sarà necessario un recepimento normativo: «È indispensabile che la Regione adegui quanto prima la propria legislazione con il contenuto del DPR 31/2017 così da renderlo applicabile nella sua totalità» conferma Fabrizio Porcedda, consigliere dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Cagliari delegato all’Urbanistica. Per rendere realmente efficace la nuova normativa, sottolinea ancora Porcedda, sarebbe necessaria una campagna di informazione e formazione su tutto il territorio regionale.

«Provvedimenti come questo, già discussi e approvati in sede di conferenza Stato-Regioni, dovrebbero essere immediatamente efficaci anche in Sardegna: lo Statuto Speciale deve essere un mezzo per tutelarci, non un freno allo sviluppo» – sottolinea il presidente di OIC Gaetano Nastasi. Purtroppo invece, spiega il presidente, capita spesso che gli atti di recepimento vengano inseriti in altri provvedimenti e rimangano bloccati per mesi tra le maglie della burocrazia. Alcuni, addirittura, finiscono nel dimenticatoio con il solo risultato che gli uffici, nell’incertezza riguardo a quale parte di un dispositivo sia applicabile direttamente e quale no, preferiscono continuare a fare riferimento alla normativa precedente e così alcuni benefici, a volte per anni, si applicano a tutti gli italiani ma non ai sardi.

Il testo del decreto è disponibile a questo link

Powered by Di-SiDE
Go to top